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VIOLA NEWS news viola radio e tv De Santis: “Dietro servirà una rivoluzione. Grosso vorrà i suoi fedelissimi”

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De Santis: “Dietro servirà una rivoluzione. Grosso vorrà i suoi fedelissimi”

De Santis: “Dietro servirà una rivoluzione. Grosso vorrà i suoi fedelissimi” - immagine 1
L'esperto di mercato Lorenzo De Santis traccia la rotta della nuova Fiorentina: la tempestività su Grosso e la rifondazione della difesa
Alessio Vannini

Ai microfoni di Lady Radio, l’esperto di calcio sudamericano e intermediario di mercato Lorenzo De Santis ha fatto il punto sul momento della Fiorentina, disegnando la mappa del nuovo ciclo viola tra campo e trattative:

"L’approdo di Grosso sulla panchina viola è ormai alle battute finali. Al netto dei dettagli da limare, mi piace da matti l’atteggiamento della società: c’è una voglia matta di riscattarsi subito dopo un’annata da dimenticare. Se torniamo con la mente alla scorsa estate, il matrimonio con Pioli venne celebrato soltanto a inizio luglio; oggi, invece, a fine maggio siamo già ai titoli di coda della trattativa. Questa rapidità è fondamentale per gettare una spugna sul recente passato e mettere immediatamente i mattoni del nuovo progetto. Ripartire da una guida tecnica che ha già dimostrato una fame d'alto livello, sia in Italia che all'estero, è una scelta che mi convince e che sposo in pieno".

"Nel mirino i pupilli di Grosso"

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Sui primi rumors legati a El Shaarawy e Kostic, De Santis frena ma traccia la via: "Parliamo di suggestioni ancora in fase embrionale, anche se è evidente che la rosa viola subirà un robusto restyling. Piuttosto che sui nomi altisonanti, punterei i riflettori sui fedelissimi del nuovo allenatore. Un profilo come Laurienté, per dirne uno, sarebbe perfetto per interpretare la filosofia calcistica che Grosso vuole importare a Firenze. Discorso simile per Koné a centrocampo, un elemento che trovo formidabile per la nostra Serie A: potrebbero essere proprio loro i pezzi più ambiti. Poi subentreranno le opportunità, come un El Shaarawy in uscita dalla Capitale; prenderlo a costo zero garantirebbe esperienza, gol e assist. La strategia vincente? Un mix equilibrato tra freschezza giovanile ed elementi di leadership".

Allarme difesa: "Troppi gol subiti, serve una rivoluzione"

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Il vero tallone d'Achille della passata stagione è stato il reparto arretrato, finito sul banco degli imputati: "Al di là della lista della spesa, molto dipenderà dalle conferme interne, uno snodo cruciale per capire dove andare a pescare. Un nome caldo in uscita da Sassuolo è sicuramente Muharemovic, ma il focus è chiaro: la Fiorentina dietro deve cambiare pelle. Bisognerà capire quanto la proprietà deciderà di investire, perché i troppi gol incassati impongono un drastico intervento correttivo, che sia un restyling totale o una profonda ristrutturazione. Prendiamo il caso di Comuzzo: dopo una stagione costellata da troppi passaggi a vuoto, il suo valore di mercato è colato a picco. Se dodici mesi fa era un pezzo pregiato della bottega, oggi è difficilissimo monetizzare la sua cessione a cifre importanti. Sarà il nuovo mister a deciderne il destino. Discorso simile per profili come Brescianini e Fabbian, di cui andrà studiata la giusta collocazione tattica. La Fiorentina non può più sbagliare: l'obiettivo minimo deve essere l'Europa".

La patata bollente dei rientri

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In chiusura, un focus sulle spine manageriali che attendono la dirigenza sul fronte uscite: "Sarà un'estate complessa. C'è da sciogliere il nodo Sohm, una situazione legata a doppio filo alle grandi manovre in mediana. La dirigenza, al suo primo vero banco di prova sul mercato, si ritroverà la scrivania sommersa dai dossier dei giocatori che rientrano alla base dai vari prestiti. Parliamo di zavorre contrattuali che graveranno sulle casse del club, e che per forza di cose costringeranno la società a percorrere la via dei prestiti o delle minusvalenze pur di alleggerire il monte stipendi. Servirà l'abilità dimostrata in passato con l'operazione Ghilardi, che garantì al club il 50% sulla rivendita dal Verona alla Roma. Fortunatamente, pur dentro un'annata disastrosa, la Fiorentina ha visto emergere alcuni ragazzi del vivaio che si sono ritagliati spazio tra coppe e campionato. Il diktat è non disperdere questo patrimonio tecnico e finanziario. I nostri giovani hanno bisogno di un binario di crescita chiaro: rappresentano una miniera d'oro per far respirare il bilancio".