Alieu Njie rivela la delusione per il mancato affondo del Crystal Palace e fissa l'obiettivo: esplodere con la Fiorentina per poi conquistare la Premier League

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Dal ritiro della Nazionale Svedese Under 21, l'esterno offensivo Alieu Njie si è raccontato a 360 gradi ai microfoni di Fotbollskanalen. Il classe 2004 ha ripercorso le convulse ore di fine agosto che lo hanno portato a vestire la maglia della Fiorentina, svelando un interessante retroscena di mercato legato alla Premier League.

"Ci sono rimasto male per il Palace, ma la Fiorentina è stata la scelta giusta"

Nonostante la proposta di farne "un altro Olise" e la possibilità di riavvicinarsi ai familiari che vivono a Londra, la titubanza del club inglese ha fatto pendere la bilancia verso Firenze:

ACF Fiorentina v SSC Napoli - Serie A 2026/27

"Sì, ad essere sincero ero un po' deluso dal Crystal Palace. Non hanno spinto subito sull'acceleratore come speravo, nonostante mi avessero prospettato un bell'ambiente e un buon progetto tecnico. A Londra ho anche parte della mia famiglia, quindi per me sarebbe stato facilissimo integrarmi subito. Ma questo è il calcio e sono davvero felicissimo di come sono andate le cose e di essere arrivato alla Fiorentina".

"In Inghilterra non da sconosciuto: prima la consacrazione in Italia"

L'esterno classe 2004 ha poi chiarito la propria strategia di carriera, spiegando la filosofia dietro al rinvio del suo approdo nel campionato più ricco del mondo:

"Rimandare quel sogno è stata la decisione corretta. Ho ancora 21 anni e la Premier League rimane assolutamente un mio grande obiettivo per il futuro, ma non voglio arrivarci per fare la figura del calciatore anonimo che nessuno conosce. Preferisco di gran lunga sfondare ed essere protagonista prima in Italia con la Fiorentina, per poi giocarmi le mie carte e fare il grande salto in Inghilterra quando sarò un giocatore affermato".

Il blitz di fine mercato e lo scetticismo sui social

L'operazione con il Torino si è concretizzata a sorpresa a poche ore dal gong finale:

"Ero in panchina durante la trasferta a Sassuolo quando ho saputo che il club aveva trovato l'accordo con la Fiorentina. Sono rimasto scioccato e la sera stessa, tornato a Torino, ho passato la notte a fare le valigie per volare a Firenze la mattina dopo. All'inizio sui social ho notato un po' di scetticismo da parte dei tifosi viola per la cifra del trasferimento, perché non mi avevano mai visto giocare dal vivo. Ma con il passare delle gare ho iniziato a dimostrare sul campo quanto posso aiutare la squadra".

I paragoni con Barcola, Diomande e Leao

Dalle parole di elogio spese da Giovanni Galli sui media fiorentini fino agli accostamenti con i top d'Europa, Njie affronta i giudizi con matura leggerezza:

"Quando ho sentito i paragoni con Barcola e Diomande la prima volta ho riso, sono rimasto stupito perché parliamo di giocatori che sono ai vertici da anni, mentre io ho appena iniziato a giocare una gara dopo l'altra. Però queste parole mi danno una grande spinta. Anche sul paragone con Rafael Leao mi hanno fatto molte domande: è un giocatore straordinario che ammiravo tantissimo nei miei primi anni in Italia, ma io voglio semplicemente diventare la miglior versione di me stesso".

Il calcio italiano e le richieste di Vanoli

In chiusura, lo svedese ha analizzato le differenze tattiche della Serie A e l'importanza del lavoro svolto al Viola Park sotto la guida di Paolo Vanoli:

"La Serie A è estremamente tattica, bisogna essere molto intelligenti prima ancora che veloci e tecnici. Il mio stile di gioco forse si adatterebbe meglio a contesti come La Liga o la Bundesliga, ma migliorare tatticamente in Italia per me è un vantaggio enorme. Mister Vanoli? Pensa che sul piano difensivo io faccia già il mio, ma lavora duro ogni giorno per rendermi più intelligente nelle scelte e soprattutto spietato negli ultimi metri. Mi sta 'distruggendo' in allenamento per farmi aumentare il bottino di gol e assist, vuole che sia più affamato in zona gol".

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