Alieu Njie e quella ispirazione a Leao che si deve limitare fino ad un certo punto
VIDEO - Njie: "Vi racconto la mia storia con Vanoli. Nessuno come lui"
Alieu Njie è stato uno degli ultimi colpi di mercato in casa Fiorentina, arrivato dal Torino per ripopolare e rafforzare la batteria di esterni in rosa. E il classe 2005, dopo aver mostrato sprazzi di talento in maglia granata, senza però avere mai avuto la giusta continuità, ha già fatto capire che questo passaggio in viola è uno step importantissimo per la sua carriera da calciatore.
Già dalle prime apparazioni si è capito una cosa su di lui: è un esterno d'attacco, di grandissimo talento, che fa del dribbling la sua arma migliore. Un metodo molto importante anche per favorire i compagni, creando così superiorità numerica e maggior libertà negli spazi. E poi lo ha confermato in conferenza stampa anche lui: lui gioca per far sì che la gente si alzi in piedi, urli e si diverta dopo una sua giocata (QUI LE SUE PAROLE). Come però ha anche aggiunto, sarà ancora più fondamentale la costanza, cosa che gli ha insegnato e spiegato con grande precisione proprio il suo attuale allenatore, Paolo Vanoli, ai tempi del Torino.
La somiglianza con Leao
Già da queste prime settimane con la maglia viola, Njie è stato paragonato per movenze, caratteristiche e anche per fisicità a Rafael Leao, ex esterno d'attacco del Milan, passato in quest'ultima sessone di mercato al Galatasaray. È vero, lo ricorda: quella facilità nel dribbling in velocità, quella forza di bruciare l'avversario nei primissimi metri, nonostante l'altezza, lo fanno somigliare tanto al calciatore portoghese. E anche lui stesso, proprio durante la conferenza stampa di presentazione ha dichiarato di aver preso spunto dall'ex Milan una volta arrivato in Italia. Però ha anche aggiunto un'altro aspetto importante, da non sottovalutare: «Tutti mi confrontano con Leao, ma io vorrei essere solo il giocatore che sono. Chiaro che sia un grande giocatore lui e mi sono ispirato quando sono arrivato in Italia. Però io penso solo a migliorare me stesso. Spero di fare altrettanto bene, come ha fatto lui».Lui vuole essere se stesso, unico. E soprattutto c'è una cosa che deve capire al più presto e che Leao ha sbagliato: la costanza. Esattamente, proprio quella parola che gli ha spiegato Paolo Vanoli. Se Njie avrà la giusta testa, ci saranno tutte le carte in regola per fare molto di più di Leao. Il portoghese non è più lui da diverse stagioni e anche questo passaggio in Turchia ne è stato il chiaro esempio. Dunque, bene la somiglianza per caratteritische, ma è importante che la cosa si limiti a questo. La Fiorentina ha scovato un altro diamante grezzo e ora dovrà fare un ottimo lavoro per svilupparlo nel miglior modo possibile. Ma una cosa è fondamentale: ossia che lui mantenga la testa ben salda sulle spalle.
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