No, non tutte le storie finiscono con un lieto fine. Il famoso “vissero felici e contenti” non è qualcosa che accade a tutti. Magari lo fosse, ma spesso le storie finiscono tra apatia e rammarico. È il caso di Lucas Beltran e della Fiorentina: una storia nata tra speranze e sogni e conclusasi nella più totale indifferenza.

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Beltran, i retroscena di un fallimento annunciato
Beltran
—L’argentino, con ogni probabilità, tornerà al River Plate. Là dove tutto è iniziato, lasciando definitivamente Firenze. Manca soltanto il suo sì per dare il via libera a un’operazione che porterebbe nelle casse della Fiorentina circa 8 milioni di euro. Se Fabio Paratici non vede l’ora di chiudere l’affare, dal lato del giocatore il rammarico di tornare al punto di partenza è ancora forte. È anche per questo che l’attaccante non ha ancora accettato la destinazione. Un po’ come accaduto lo scorso anno con Flamengo e CSKA Mosca.
Italiano
—Quella di Lucas Beltran alla Fiorentina è una storia che si conclude male, ma che forse nasce ancora peggio. Arrivato a Firenze nell’estate del 2023, viene acquistato dalla coppia Barone-Pradè per una cifra vicina ai 22 milioni di euro. Col senno di poi, una valutazione decisamente eccessiva. Vincenzo Italiano aveva bisogno di attaccanti e l’argentino, agli occhi della dirigenza viola, sembrava il colpo perfetto. Non a caso, l’interesse della Roma per il giocatore portò a un duro confronto tra Joe Barone e l’allora direttore sportivo giallorosso Tiago Pinto. La Fiorentina lo voleva a tutti i costi.
Retroscena
—L’unico a nutrire qualche dubbio era proprio l’attuale allenatore del Besiktas. Innanzitutto perché Lucas Beltran rappresentava l’ennesimo acquisto non concordato con il tecnico (vedi Cabral, Ikonè, Nzola). Italiano fu informato del suo arrivo a operazione conclusa, senza avere la possibilità di confrontarsi preventivamente con la società. Ma l’errore più grande fu probabilmente quello tattico. La Fiorentina acquistò Lucas Beltran come prima punta, ma bastarono pochi allenamenti per capire che attorno all’argentino esisteva un evidente equivoco tecnico. Italiano provò fino alla fine a valorizzarlo, cambiandogli spesso ruolo. Lo stesso fece Palladino nella stagione successiva. Ma senza risultati. L’attaccante argentino è apparso fin dall’inizio poco compatibile con le caratteristiche del calcio italiano.
Paratici
—È proprio questo il tipo di errore che Fabio Paratici vuole evitare ora che è al comando dell’area sportiva viola. Nella conferenza stampa di presentazione, il direttore sportivo non ha nascosto alcune critiche alla gestione tecnica del recente passato. Non è un caso che, con l’arrivo di Fabio Grosso, ogni decisione di natura sportiva sarà condivisa con l’allenatore. Una situazione che, almeno durante il triennio di Vincenzo Italiano, raramente si è verificata. Per costruire una Fiorentina competitiva e duratura serve infatti unità d’intenti. Società, dirigenza e allenatore devono lavorare nella stessa direzione, per il bene del club. Solo così storie destinate a fallire, come quella di Lucas Beltran, potranno non ripetersi.
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