Oggi, dopo la conferenza stampa di Pradè, abbiamo avuto la conferma che il rapporto tra l'ex n°25 della Fiorentina e la società viola era ormai logoro
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Che l'aria tra Federico Chiesa e l'ambiente fiorentino non fosse delle migliori lo si era capito ormai da tempo. Conoscendo puntate e protagonisti di questa telenovela che pareva infinita, era difficile immaginare un epilogo diverso. Oggi, dopo la conferenza stampa di Pradè, abbiamo avuto la conferma che anche il rapporto tra l'ex n°25 della Fiorentina e la società viola era ormai logoro. "Non si poteva andare avanti", "ci siamo tolti un peso", "da lui e il padre mai la sensazione che potesse restare, per loro eravamo un veicolo" e quel passaggio sull'affetto di Commisso non corrisposto che dipinge bene l'amarezza della proprietà in questa vicenda.
Parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni, quasi uno sfogo arrivato dopo più di un anno da separati in casa, fra tensioni e tira e molla mediatici. E non è tutto: non è passato sottotraccia anche il riferimento ai benefici portati dalle cessione di Chiesa alla parte sportiva, intesa come "collettività del gruppo". Su questo non aggiungiamo altro, a buon intenditore... Alla luce di tutto questo, appare abbastanza chiaro che oggi il divorzio fosse l'unica via percorribile. Oggi, appunto. Sancirlo un anno fa, forse, sarebbe stata la soluzione migliore per tutti. Ormai è andata, sperando che l'insegnamento lasciato da questa esperienza non venga perso per strada.
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