Questa retrocessione non s’ha da fare. Se non coi singoli, la Fiorentina si salvi di squadra

Le considerazioni di Prandelli danno modo di riflettere sull’attualità in casa Fiorentina

di Federico Targetti, @fedetarge

La Divina Provvidenza ha voluto che due giorni fa Milenkovic fosse al posto giusto dopo quasi 8 minuti di recupero. Per ben due volte, prima e dopo la partita col Genoa, Mister Prandelli ha sottolineato l’assenza nella rosa della Fiorentina di un giocatore “determinante nella profondità“, “che strappa la palla e la porta in area“. Il riferimento è a Federico Chiesa, l’Innominato che ha rinnegato la fede viola ed è volato via verso altri lidi. La donabbondiesca riverenza di Prandelli nel non fare il nome dell’ex numero 25, però, nasconde un fondo di verità, perché è sotto gli occhi di tutti che la Fiorentina fa una fatica bestiale nel saltare l’uomo, che poi è il modo più semplice e spettacolare per portare la palla in area di rigore. E questo Chiesa lo faceva, ora bene ora meno bene, ma lo faceva.

GERMOGLI PH: 7 DICEMBRE 2020

Ricordi destinati a rimanere tali?

Eppure qualche nome buono per tentare l’uno contro uno la Fiorentina ce l’avrebbe. Ribery e Callejon, i bravi della situazione, si stanno dimostrando sempre meno bravi in un fondamentale, quello del dribbling, che li ha resi famosi durante tutta la carriera. La condizione fisica è un fattore non trascurabile quando devi lasciare sul posto l’avversario, ma è evidente che ora come ora nessuno dei due sta bene, entrambi si perdono in garbugli difficili da azzeccare. E allora ecco che aumenta il rimpianto per non essere riusciti a portare a Firenze Don Rodrigo, quel De Paul che guida la classifica dei dribbling riusciti in Serie A con 27 esecuzioni a buon fine.

Chi andasse a consultare tale classifica, troverebbe sì che ci sono solo 4 giocatori viola tra i primi 100 (Amrabat, Ribery 18esimo, Castrovilli 27esimo e Lirola 84esimo), con i numeri del francese e del pugliese in netto calo rispetto all’anno scorso, ma noterebbe senz’altro che il giocatore marocchino è quarto, con appena cinque successi in meno rispetto a De Paul. Amrabat, però, esegue dribbling di slancio su giocatori che lo pressano senza un’area di rigore da difendere, senza cioè la consapevolezza che venir saltati significa concedere un’occasione. Dribblare un attaccante o un trequartista che cerca solo la palla è ben più facile che saltare un mediano o un difensore. Dunque Prandelli ha ragione: manca chi crea superiorità numerica in zone pericolose.

GERMOGLI PH: 7 DICEMBRE 2020 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SERIE A FIORENTINA VS GENOA NELLA FOTO AMRABAT

La soluzione

Facile a dirsi: arrivare in area con il fraseggio oppure con i cross, in attesa che la forma fisica di Callejon e Ribery migliori. La prima opzione è complicata, specie quando si affrontano squadre come il Benevento (lo abbiamo imparato a caro prezzo), mentre la seconda presuppone la disponibilità di buoni crossatori e ottimi finalizzatori. E se i primi non mancano, Biraghi su tutti, dei secondi non c’è nemmeno l’ombra… almeno per il momento. Il mercato di gennaio è alle porte, cominciano già a circolare i nomi per l’attacco gigliato.

Un patrimonio da non sprecare, una volta salvi

Ne I Promessi Sposi, Renzo e Lucia vengono soccorsi da Fra Cristoforo e riescono, alla fine, a vivere felici insieme. Qui a Firenze di Cristoforo ne abbiamo già avuto uno e non è stato proprio provvidenziale, ma in questo caso il salvatore risponde, o potrebbe rispondere, al nome di Riccardo Sottil, in prestito al Cagliari, che nella classifica di cui sopra è terzo con 23 giocatori dribblati in 10 partite. Pradè è stato chiaro, la Fiorentina punta molto su di lui, e se l’ha lasciato partire è stato solo per farlo crescere in un ambiente tattico meno pestilenziale, per un’ala, di quello di Iachini; tuttavia, Riccardo sta andando benissimo nell’isola, e al momento è in tutt’altre faccende affaccendato: la sua squadra non potrà riprenderselo prima di giugno. Per cui, a meno che non arrivi un altro funambolo da qui a un paio di mesi, i viola dovranno risciacquare i panni (sporchi) in Arno e salvarsi con prestazioni di squadra.

Riccardo-Sottil
Photo by Enrico Locci/Getty Images
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  1. Leo Capa - 1 mese fa

    Articolo giusto nei concetti, ma con una grossa imprecisione. Callejon non è mai stato un dribblatore, anzi è proprio un giocatore diverso dal dribblatore che si isola sulla fascia per cercare l’uno vs uno (Sottil e Chiesa sono esattamente questa tipologia). Callejon è un’ala con caratteristiche peculiari, legge come nessuno i tagli alle spalle dei difensori e gli spazi da attaccare in area. È questo ciò che ha sempre fatto di lui un giocatore efficiente sotto l’aspetto realizzativo e di equilibrio tattico. Non confondiamo mele con arance: non dobbiamo aspettarci da callejon a 33 anni ciò che non è mai stato.

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    1. Colosseo viola - 1 mese fa

      E allora la domandina che l’abbiamo preso a fare, nasce spontanea o no?

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    2. Vitas60 - 1 mese fa

      Ha ragione Leo, Callejon non hai mai fatto del dribbling la sua forza, ma ha dato il meglio di se nel Napoli in un sistema di gioco collaudato, partendo sempre largo sulla destra e accentrandosi solo per i tagli in area.

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  2. Violapersempre - 1 mese fa

    C’è un calciatore che salta l’uomo ed è anche a scadenza di contratto si chiama Leo Messi con un contratto da 50/60 milioni l’anno si può anche fare

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