Come un oggetto misterioso può diventare il fulcro di un progetto: il caso di Baturina e il paragone con Pedro Gonçalves
Vox Populi: la Fiorentina vivrà ancora tutti gli incubi della passata stagione?
L'ultimo, e inaspettato, colpo del mercato estivo di Fabio Paratici è forse stato il più intrigante. Pedro Gonçalves, sulla carta, non è arrivato alla Fiorentina con le aspettative di un giocatore qualsiasi, ma con l'etichetta e il profilo di chi veramente poteva spostare gli equilibri. L'investimento complessivo è importante: 25 milioni (2.5 per il prestito e 22.5 per il riscatto a determinate condizioni).
Oggi, a quasi un quarto di stagione dall'inizio del campionato, il bilancio di Pedro Gonçalves con la maglia della Fiorentina racconta una realtà ben diversa: appena 118 minuti in Serie A distribuiti in sei presenze, arricchiti da trenta scampoli in Coppa Italia per un totale di 148 minuti complessivi. Numeri troppo scarni per un giocatore arrivato per raccogliere i galloni di leader tecnico accanto a Mastantuono.
I numeri dello Sporting e l'impatto col sistema Vanoli
In Portogallo il trequartista - oggi ventottenne - ha scritto pagine pesanti, timbrando 97 reti e 66 assist in 239 presenze con i lusitani, confermandosi elemento da 25-30 presenze fisse a stagione. Presentatosi in viola come trequartista puro ("10", a suo dire) abile ad agire dietro le punte, si è scontrato con la necessità di trovare una quadra tattica in un 4-3-3 di base che, complice la peggior difesa del campionato, impone equilibri ferrei in mediana.
Nelle prime settimane la giustificazione è stata di natura atletica, legata a una preparazione estiva a spizzichi e bocconi. Ora che "sta bene", come confermato ironicamente dallo stesso Paolo Vanoli nel post-gara contro l'Atalanta, il nodo è puramente tattico. L'esordio da titolare contro il Como, condito da una buona mezz'ora iniziale con tre passaggi chiave e un’occasione creata, aveva evidenziato doti tecniche fuori categoria. Eppure, nelle gerarchie è, ad oggi, l'ultima scelta dell'attacco di Vanoli.
Con Njie titolare sulla corsia mancina - più propenso a garantire strappo e copertura - e il centrocampo a tre (voluto da Vanoli) schierata per proteggere una retroguardia fragile, lo spazio per il portoghese si è ridotto drasticamente, fino a un tardivo ingresso in campo a soli tre minuti dalla fine nella gara del Franchi contro l'Atalanta.
Il paragone con Baturina e la speranza per il futuro
Il parallelismo con la situazione vissuta da Martin Baturina a Como offre una chiave di lettura interessante. Anche il croato, arrivato per una cifra simile, ha trascorso la prima parte della stagione ai margini, chiuso dall'ingombrante titolarità di Nico Paz prima che Cesc Fàbregas trovasse la chiave tattica per valorizzarne il talento nella seconda metà del campionato. Una volta schierato come trequartista di sinistra, indicativamente da gennaio 2026, il croato ha beneficiato di più minutaggio e numeri (5 reti e 3 assist).Come Baturina, Gonçalves fa della qualità palla al piede il suo tratto distintivo. Nell'attuale scacchiere viola, seguendo la visione di Vanoli, si fa effettivamente fatica a inserirlo dal primo minuto. Nel post-partita contro l'Atalanta, il tecnico ha sottolineato come la Fiorentina - oggi la squadra più vulnerabile della Serie A - abbia un disperato bisogno di una mediana a tre, un assetto che cancella di fatto lo spazio per i classici numeri 10. Se a sinistra Njie garantisce corsa e copertura, tutto il resto si traduce in una faticosa ricerca di stabilità. Di questo pseudo-equilibrio, finora solo inseguito, Gonçalves è inevitabilmente la vittima illustre.
Per Gonçalves la svolta potrebbe passare dallo stesso percorso del croato: pazienza tattica e adattabilità in corsia o tra le linee, in attesa che la squadra trovi quell'equilibrio difensivo che oggi costringe la panchina a rinunciare alla sua qualità. Una provocazione solo sulla carta, perché un investimento da 25 milioni di euro con il pedigree del portoghese non può e non deve rimanere solamente un corpo estraneo nelle rotazioni viola. Il tempo ci darà una risposta. Quel che è certo è che un giocatore con questo curriculum si fa fatica a immaginarlo escluso anche da un semplice spezzone nel finale di partita. Vanoli col timore di vincere? Qualcuno ne ha parlato.
Quel che è certo è che se la direzione di questa Fiorentina dev'essere davvero "internazionale" - basata sul possesso palla e sul rifiuto di schiacciarsi a ridosso della propria area - allora a un talento come Pedro Gonçalves non si può e non si deve rinunciare. Sembra apparentemente paradossale. Alla caccia di questa dimensione internazionale, si finisce per escludere il profilo con il maggior bagaglio internazionale della rosa, forte delle sue 21 presenze in Champions League e 15 in Europa League. Tra entrambe le competizioni, Goncalves ha segnato 10 reti e fornito 11 assist.
La classifica resta pesante e lo spettro di un'altra stagione passata nell'anonimato si fa concreto. La scelta spetta a Vanoli: insistere nel tentativo di plasmare la Fiorentina "internazionale" o arroccarsi per salvarsi con ogni mezzo e arma possibile. Pedro Gonçalves sembra purtroppo trovarsi proprio nel mezzo di questo bivio cruciale.
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