Questioni Kean e Fagioli e gli ultimi tasselli in entrata: la Fiorentina di Grosso è cambiata ma ancora non del tutto
Vinciguerra: "28 aprile 1926, Borgo Albizi 24. Qui nacque la Fiorentina"
Cosa non va
Il problema principale, a una settimana dall’inizio del campionato, è che la Fiorentina non è ancora completamente definita.
E non soltanto per una questione numerica. Ci sono diverse situazioni che possono modificare sensibilmente la rosa nelle prossime due settimane.
Questione Kean
La prima, inevitabilmente, riguarda Moise Kean.
La società ha fatto sapere di considerarlo parte del progetto e di voler puntare su di lui. Ma il mercato non è ancora chiuso e il Como continua a guardare con grande interesse all’attaccante viola. Al momento non c’è ancora un’offerta ufficiale, ma una proposta superiore ai 40 milioni potrebbe obbligare la Fiorentina a prendere una decisione.
Il tema non sarebbe soltanto l’incasso. Kean ha un contratto fino al 2029 e uno stipendio nell’ordine dei 5 milioni di euro a stagione: il suo peso economico sui conti del club è quindi significativo.
In più c'è da fare anche una riflessione sotto l'aspetto della tenuta fisica. Moise soffre di un problema cronico alla tibia destra. La sua condizione fisica, nonostante si sia presentato in grane spolvero in queste ultime uscite, resta un punto interrogativo.
La Fiorentina si trova davanti a un bivio. Confermare Kean significa dare continuità al progetto tecnico e avere un centravanti già conosciuto da Grosso. Cederlo, invece, permetterebbe di realizzare una plusvalenza e liberare risorse importanti, ma costringerebbe il club a intervenire nuovamente sul mercato.
E qui entra in gioco Pellegrino.
L’argentino è stato acquistato per circa 24 milioni e rappresenta un investimento significativo. Ma in caso di addio di Kean bisognerà decidere se affidargli immediatamente il peso dell’attacco oppure affiancargli un altro centravanti, magari con caratteristiche complementari e capace di contendersi il posto da titolare.
La decisione su Kean, quindi, non riguarda soltanto Kean. Può determinare l’intero ultimo capitolo del mercato offensivo.
Fagioli è davvero incompatibile?
L’altra grande incognita è Fagioli.
Il centrocampista è finito sotto osservazione soprattutto in ottica Premier League e una proposta nell’ordine dei 25-30 milioni potrebbe cambiare lo scenario.
Grosso, idealmente, sembrava aver immaginato una convivenza tra Fagioli e Oulai. Il precampionato, tuttavia, ha raccontato qualcosa di diverso: i due si sono alternati soprattutto nella posizione davanti alla difesa.
Fagioli porta palleggio, qualità e gestione del possesso. Oulai garantisce invece aggressività, intensità e maggiore capacità di rompere il gioco avversario.
Se Fagioli rimane, Grosso dovrà trovare il modo di far convivere due giocatori dalle caratteristiche differenti ma potenzialmente complementari. Se parte, la Fiorentina potrebbe decidere di reinvestire il ricavato su un centrocampista più fisico e orientato all’interdizione.
Ma anche qui il fattore tempo pesa. A una settimana dall’inizio del campionato, perdere un elemento importante significa doverlo sostituire rapidamente.
Uscite
Le incertezze non si fermano al centrocampo. Brescianini e Fabbian devono ancora capire quale sarà il loro spazio effettivo nelle nuove gerarchie. La concorrenza di Atta, Oulai, Fagioli, Ndour e Mandragora restringe inevitabilmente gli spazi.
Brescianini ha comunque avuto la possibilità di partire titolare in Coppa Italia, ma la sensazione è che la competizione interna possa aumentare ulteriormente nelle prossime settimane. Se uno dei due dovesse partire, la Fiorentina potrebbe tornare sul mercato per inserire una mezzala con caratteristiche differenti.
Poi ci sono gli esuberi veri e propri: Nzola, Barak e Sottil sono ancora sotto contratto ma fuori dal progetto tecnico di Grosso. Per la società sarà fondamentale trovare una soluzione, sia per una questione di spazio in rosa sia per alleggerire il monte ingaggi.
Anche Pongracic è una situazione da seguire. Fino a pochi mesi fa era un titolare praticamente inamovibile e arrivava da un Mondiale disputato da protagonista con la Croazia. Oggi, però, l’arrivo di Dragusin e il nuovo sistema difensivo hanno modificato le gerarchie. La sua permanenza non è più così scontata.
E attenzione anche a Dodo e Fortini, due situazioni che possono ancora muoversi da qui alla fine del mercato. Nel caso di Dodô, qualora non arrivassero offerte concrete, la Fiorentina potrebbe anche valutare un rinnovo-ponte per evitare di avvicinarsi alla scadenza del 2027 senza una tutela contrattuale adeguata.
Insomma, la rosa è molto più competitiva rispetto a quella dello scorso anno, ma non è ancora completamente stabilizzata.
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