Questioni Kean e Fagioli e gli ultimi tasselli in entrata: la Fiorentina di Grosso è cambiata ma ancora non del tutto

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Vinciguerra: "28 aprile 1926, Borgo Albizi 24. Qui nacque la Fiorentina"

Cosa manca

La priorità più evidente resta una: l’esterno offensivo sinistro.

È il ruolo nel quale la Fiorentina, oggi, sembra avere il vuoto più evidente. Gudmundsson può giocare da quella parte, ma non rappresenta l’identikit ideale richiesto da Grosso.

L’islandese tende naturalmente a entrare dentro al campo, a cercare la posizione tra le linee e a partecipare alla costruzione. È un trequartista che può partire dalla fascia, non un esterno puro abituato a mantenere ampiezza, puntare l’uomo e attaccare la profondità.

Per questo la Fiorentina continua a cercare un profilo specifico.

Con Mastantuono sulla destra, Grosso avrebbe così due interpreti offensivi differenti ma complementari: da una parte il talento argentino, dall’altra un esterno capace di garantire ampiezza e uno contro uno.

Questa potrebbe essere la vera ultima grande operazione in entrata, anche perché la società sembra orientata verso un giocatore di proprietà, diversamente dalla formula scelta per Mastantuono, arrivato in prestito secco dal Real Madrid.

Ma non è l’unico ruolo da completare.

La Fiorentina deve valutare anche un vice Valdepenas. La situazione di Parisi, alle prese con il recupero dalla rottura del legamento crociato, rende infatti necessario avere una soluzione alternativa affidabile sulla fascia sinistra. Non si vuole arrivare alla stagione con un solo interprete naturale del ruolo.

Poi c’è il centrocampo, dove tutto dipenderà dalle uscite.

Se Fagioli dovesse partire, la Fiorentina potrebbe andare alla ricerca di un mediano con caratteristiche maggiormente fisiche e interdittive, capace di sostituire numericamente e tatticamente il centrocampista italiano.

Se invece dovesse partire uno tra Fabbian e Brescianini, il discorso potrebbe essere differente: in quel caso diventerebbe più logico cercare una mezzala, aumentando la profondità di un reparto che oggi ha già diversi interpreti.

È quindi un mercato a incastri. Le prossime operazioni in entrata dipenderanno inevitabilmente da quelle in uscita.

Lo stesso discorso vale per l’attacco. Se Kean dovesse rimanere, con Pellegrino alle sue spalle la Fiorentina avrebbe già una coppia di centravanti interessante. Se invece il nazionale italiano dovesse partire, la società dovrà decidere se promuovere Pellegrino a titolare oppure inserire un altro attaccante capace di giocarsi il posto con lui.

Una scelta tecnica, ma anche economica.

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