David De Gea è tornato decisivo con Vanoli: dall'1-1 col Napoli ai numeri di Sofascore, l'analisi sul rendimento del portiere della Fiorentina
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I tre interventi prodigiosi che hanno bloccato il Napoli sull'1-1 al Franchi hanno riavvolto il nastro. David De Gea è tornato a vestire i panni del supereroe, quello capace di spingere la Fiorentina verso vette inaspettate o di salvarla con interventi oltre il limite della fisica. Ma cosa è cambiato davvero nelle ultime settimane attorno al numero uno spagnolo?
Il crollo con Grosso: un problema di equilibri e testa
Nella primissima parte di stagione sotto la guida di Fabio Grosso, il rendimento di De Gea aveva registrato una flessione evidente, esattamente come quello di tutta la squadra. Il motivo principale risiedeva in una fase difensiva lacunosa, che lasciava la squadra sistematicamente scoperta nelle transizioni per via della scarsa protezione garantita dal centrocampo. L'estremo difensore ex Manchester United si trovava così esposto a numerosi tiri "puliti", chiamato in causa più del dovuto e costretto a giocare lontano dalla propria porta, senza poter far valere le sue qualità migliori. Non si è trattato di un calo nei riflessi, quanto di un cortocircuito collettivo: quando una squadra appare lenta, compassata e priva di cattiveria agonistica, anche il portiere finisce per assorbire inconsciamente il medesimo atteggiamento mentale.
La cura Vanoli e la svolta mentale
L'arrivo di Paolo Vanoli ha totalmente capovolto lo scenario. Abbassando il baricentro nei momenti di massima pressione avversaria e rendendo le linee centrali molto più difficili da perforare, la Fiorentina ha ritrovato compattezza. Protetto da un blocco squadra affamato e organizzato, De Gea è tornato ad esaltarsi tra i pali. Nel ruolo del portiere, d'altronde, la componente psicologica è determinante: basti pensare a quanto accaduto la scorsa stagione, con una prima parte insufficiente sotto le gestioni Pioli e Vanoli e una ripresa clamorosa nel finale di campionato. Quando la squadra ha compreso la gravità della situazione per evitare la retrocessione, lo spagnolo ha tirato fuori prestazioni d'urlo contro Lazio in casa ed Hellas Verona fuori, regalando punti vitali per la salvezza.
Numeri alla mano: il dato Sofascore e il confronto in Serie A
Giunto alla sua terza annata in maglia viola, dopo essere sbarcato a Firenze grazie a una felice intuizione di Daniele Pradè che lo ingaggiò dopo un anno di inattività, venendo ripagato da parate miracolose che accompagnarono i gol di Kean e la corsa europea, De Gea sta ritrovare i suoi standard abituali. Analizzando il dato dei gol evitati fornito da Sofascore per il campionato 2026/27, dopo un avvio con 3 gare in saldo negativo, contro il Napoli lo spagnolo è tornato sui suoi livelli con un eccezionale +1,54, risultando tra i migliori in campo (l'approfondimento statistico).
In una Serie A dove il livello medio dei portieri continua ad alzarsi, lo spagnolo rientra di diritto nell'élite del ruolo. Se Mike Maignan del Milan e Marco Carnesecchi dell'Atalanta convivono con alti e bassi e Vicario alla Juventus deve fare i conti con qualche infortunio di troppo, soltanto Mile Svilar della Roma mantiene una continuità superiore (seppur in un contesto di squadra che lotta per altri traguardi). Alle loro spalle rincorrono Mandas della Lazio e i vari Josep Martinez dell'Inter, Butez del Como e Palmisani del Frosinone, che però non vantano ancora la statura dello spagnolo.
Un patrimonio da tenersi stretto
Volendo fare un paragone con i mostri sacri del calcio mondiale, oggi per vari motivi è difficile collocare De Gea ai primissimi posti assoluti, ma il suo valore assoluto rimane elevatissimo. Difetto storico restano le uscite, ma tra i pali e nel gioco con i piedi lo spagnolo garantisce una certezza granitica. Prossimo a compiere 36 anni a novembre, De Gea dimostra che la Fiorentina fa benissimo a tenerselo stretto, in attesa di capire il futuro di Tommaso Martinelli e di coltivare con calma il nuovo fenomeno del domani tra le mura di casa.
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