Scopriamo quali sono le ultime tracce lasciate da Cristoforo, autore di ben 35 presenze in viola tra il 2016 e il 2020
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Un avvio illusorio sotto la guida di Paulo Sousa
Al suo arrivo a Firenze, l'uruguaiano si presenta con idee chiare e molta umiltà: "La Fiorentina è una delle migliori squadre d'Italia e d'Europa. Rispetto al Siviglia è molto differente, ma ci sono le premesse per fare un'ottima stagione. I problemi fisici? Ne ho avuti in passato, ma può succedere a tutti. Ora è tutto alle spalle. Dovrò adattarmi in poco tempo a ciò che chiede il mister: non importa dove, il mio obiettivo è conquistare minutaggio nel ruolo che Sousa riterrà più opportuno per me." Se all'inizio l'ambiente lo accoglie tra un pizzico di scetticismo e qualche battuta di troppo, nei primi mesi del 2017 Cristoforo inizia a ritagliarsi il suo spazio da prezioso gregario nelle rotazioni di Paulo Sousa. In Europa League trova la vetrina ideale (5 presenze da titolare), siglando persino un gol con un destro all'angolino nel 3-0 allo Slovan Liberec e servendo un assist a Kalinic nel 5-1 al Qarabag. Ma è in campionato che regala il suo momento migliore: nei 15 minuti finali della rocambolesca vittoria contro la Juventus per 2-1, subentra e mette in mostra tutta la sua tenacia. Gioca 26 palloni senza sbagliarne uno, addormenta la partita, salta Cuadrado con un paio di dribbling e subisce falli preziosi da Alex Sandro e Dybala per far scorrere il cronometro. A fine stagione 2016/17, chiusa con 27 presenze complessive e un gol, la Fiorentina decide di esercitare l'obbligo di riscatto a 3,5 milioni di euro dal Siviglia, dimostrando fiducia nel suo profilo in vista del futuro.
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