Scopriamo quali sono le ultime tracce lasciate da Cristoforo, autore di ben 35 presenze in viola tra il 2016 e il 2020
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Il declino con Pioli e i continui prestiti in Spagna
Nonostante le premesse di una riconferma da gregario utile per la rosa, nell'annata successiva (2017/18) l'avventura viola di Cristoforo subisce una brusca e definitiva battuta d'arresto. Con l'addio di Paulo Sousa e l'arrivo in panchina di Stefano Pioli, il centrocampista uruguaiano finisce ai margini delle gerarchie tecniche, collezionando appena 7 comparse in Serie A, quasi tutte nei minuti finali di gara. Una situazione diventata insostenibile per il giocatore, che nel 2018 spiegherà apertamente i motivi del suo addio ai microfoni di ABC de Sevilla: "Nel primo anno alla Fiorentina è andato tutto più o meno bene. Ho giocato 27 partite e ho sentito la fiducia. Ma la stagione successiva, con l'arrivo di Pioli, tutto è cambiato. Ho smesso di giocare. E sapevo che un altro anno così non potevo affrontarlo. Quest'estate mi ha detto che non sarei stato nei suoi piani e la cosa migliore da fare è stata andare via. È stato difficile dire addio, ma se l'allenatore pensa che non puoi dare una mano devi accettarlo. Il mio addio è dipeso soltanto da Pioli." Oramai fuori dal progetto, nell'estate 2018 viene ceduto in prestito al Getafe. Rientra a Firenze nell'estate 2019, ma la sua seconda parentesi dura lo spazio di un respiro: raccoglie una sola presenza (l'11 gennaio 2020 contro il Verona) prima di essere girato nuovamente in prestito all'Eibar.
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