Scopriamo quali sono le ultime tracce lasciate da Cristoforo, autore di ben 35 presenze in viola tra il 2016 e il 2020
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Gli esordi al Peñarol, il calvario al Siviglia e l'arrivo in viola
Nato a Montevideo il 23 agosto 1993 e dotato di doppio passaporto grazie alle origini italiane, Cristoforo muove i primi passi nel Peñarol, dove esordisce in massima serie il 29 maggio 2011 nel 2-2 contro il Central Español. Tra i giovani più interessanti del panorama uruguaiano, si laurea campione nazionale prima che il Siviglia decida di portarlo in Europa nell'estate del 2013 con un contratto quinquennale. In Andalusia la sfortuna entra però in tackle scivolato: il 17 marzo 2014 contro il Valladolid si rompe il legamento crociato del ginocchio sinistro restando fuori 6 mesi, ma il 3 gennaio 2015 deve operarsi nuovamente allo stesso ginocchio, chiudendo in anticipo un'altra stagione. Ciononostante, Unai Emery ne apprezza enormemente la duttilità tattica: considerato una sorta di "vice Banega" più incline all'interdizione che alla regia pura, Cristoforo trova spazio nel 2015/16 collezionando 21 presenze e portando a tre le Europa League vinte con gli andalusi (sulle 56 presenze totali in Spagna). Quando sbarca a Firenze per mettersi a disposizione di Paulo Sousa, le referenze sono ottime, anche se tra i tifosi circolano più ironie sulla sua tenuta fisica e sul cognome che giudizi strettamente tecnici.
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