L'analisi sul passato e i retroscena di mercato: come Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli sono stati vicini alla Fiorentina

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Come evidenziato nell'edizione odierna de La Repubblica, la sfida di domani sera tra Fiorentina e Atalanta porta con sé un retrogusto di rimpianto per due storie che avrebbero potuto tingersi di viola. Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli, oggi rispettivamente guida tecnica e direttore sportivo della Dea, rappresentano due profili toscani doc che a più riprese sono stati ad un passo dallo sbarcare a Campo di Marte. La storia, tuttavia, ha preso pieghe differenti, portando entrambi a Bergamo.

La cena in Valdarno e il sogno di Maurizio Sarri

Il corteggiamento tra la Fiorentina e Maurizio Sarri ha radici lontane. Il primo contatto concreto risale al 2020, quando Barone e Pradè lo cercarono per sostituire Iachini prima di virare sul ritorno di Cesare Prandelli. Quella cena organizzata nel suo quartier generale in Valdarno nel pieno del periodo Covid fece discutere, ma non portò alla fumata bianca. Nonostante un veto calato successivamente dal Viola Park, Sarri ha sempre manifestato un affetto speciale per la piazza fiorentina, ammettendo anche di recente come la tifoseria viola gli sia rimasta particolarmente vicina nei momenti di pausa.

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Il blitz di Losanna e il gradimento per Giuntoli

Anche per Cristiano Giuntoli la strada verso il Viola Park è stata a un passo dal concretizzarsi. Nel dicembre scorso, mentre la squadra gigliata era impegnata nella trasferta di Conference League a Losanna, la società viola stava riorganizzando la struttura dirigenziale e il nome di Giuntoli era schizzato in cima alle preferenze per occupare la casella di direttore sportivo. Tuttavia, la volontà di una parte dello stato maggiore di cercare un profilo primariamente più sportivo, che generale, fece cadere la scelta finale su Fabio Paratici, lasciando libero il dirigente di approdare successivamente all'Atalanta.

La sfida del presente tra emergenze e ambizioni

Oggi i due ex obiettivi viola si ritrovano spalla a spalla sulla sponda bergamasca, chiamati a riscattare un avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Pur dovendo fare i conti con un'infermeria affollata dai vari Hien, Kossounou, Kolasinac, Bellanova, Raspadori e Kessie, Sarri e Giuntoli cercano al Franchi una vittoria fondamentale per dare continuità al progetto dell'Atalanta e scacciare i rumors di panchina, incrociando proprio quella Fiorentina che per anni li ha inseguiti e sfiorati.

Il rebus di Vanoli: assenze pesanti e dubbi di formazione

Infine, le insidie per la Fiorentina non si limitano agli ex avversari, ma riguardano da vicino l'infermeria e le scelte tattiche di Paolo Vanoli. Il tecnico viola deve gestire le indisponibilità prolungate di Atta e Marin Pongracic, quest'ultimo fermato da una lesione mio-fasciale, con il solo Ranieri atteso da un provino decisivo per strappare almeno la convocazione. Tra scelte obbligate al centro della difesa con la coppia Dragusin-Viery e ballottaggi aperti tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1 (con Pedro Goncalves trequartista e le opzioni Mastantuono, Njie o Gnonto sugli esterni), la squadra è chiamata ad azzerare la paura e cancellare le pause difensive viste nelle ultime uscite, scendendo in campo con l'atteggiamento giusto per invertire un avvio di stagione fin qui difficilissimo.

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