Il Corriere Fiorentino analizza le analogie tra Fiorentina e Juve. Tra milioni spesi e continui cambi, la ricerca della stabilità

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Fiorentina e Juventus si affacciano allo scontro del 'Franchi' come due squadre dall'identità ancora incerta, distanti sul piano della storia ma unite da uno strano destino negli ultimi anni. Come evidenziato dal Corriere Fiorentino, le due compagini arrivano alla sfida dopo aver assunto una sorta di "Tachipirina" nell'ultimo turno di campionato, ottenendo tre punti preziosi per abbassare la febbre del momento. Tuttavia, per comprendere se la crisi sia superata servirà il verdetto del campo. A legarle, oltre al presente, c'è il bilancio di un quinquennio caratterizzato dalla disperata e finora vana ricerca di un progetto solido e duraturo, pagato a caro prezzo sul mercato e sul piano della continuità aziendale.

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La spesa bianconera e il caos dirigenziale

I numeri fotografano con precisione l'inquietudine vissuta dalla Juventus dall'avvio della stagione 2021-22 a oggi. Travolta dalle conseguenze dell'inchiesta Prisma che ha spazzato via la vecchia gestione dei nove scudetti di fila, la società torinese ha visto avvicendarsi ben dieci figure tra presidenti e dirigenti e quattro allenatori sulla panchina (Allegri, Thiago Motta, Tudor e Spalletti). Un'instabilità a fronte di investimenti imponenti: oltre 800 milioni sborsati sul mercato (con un saldo negativo di circa 365 milioni), per raccogliere soltanto una Coppa Italia nel 2024 prima di toccare il punto più basso con la mancata qualificazione alla Champions League.

Il valzer viola: tra panchine girevoli e maximercato

In casa Fiorentina il percorso si rivela singolarmente analogo, pur con dinamiche differenti. Se sul fronte societario la continuità è stata maggiore, rotta principalmente dalla scomparsa di Joe Barone e dagli arrivi di Paratici e Goretti, è in panchina che si è scatenato un vero e proprio valzer: dopo il triennio di Italiano si sono succeduti Palladino, Pioli, Vanoli, Grosso e nuovamente Vanoli. Dopo aver tenuto in ordine i conti nelle tre stagioni con tre finali raggiunte, la gestione recente ha visto un'impennata nelle spese con circa 250 milioni investiti in appena un anno, trovandosi però a lottare nelle zone basse della classifica. La lezione che accomuna le due piazze è evidente: senza stabilità si va poco lontano, con la speranza viola che l'ennesima ricostruzione sia davvero l'ultima.

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