Come si batte la Juventus? Secondo il nostro opinionista, per regalarsi la dimostrazione della bontà di un progetto serve coraggio nelle scelte
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E vennero i giorni di Fiorentina-Juventus. Quei giorni che (un tempo) portavano con sé un pizzico di ansia accompagnata però da quintali di orgoglio ed entusiasmo, energia positiva e senso d'appartenenza. Altro calcio, probabilmente, altro mondo. Sicuramente, altra Fiorentina e altri fiorentini. Tutto era diverso, e non avrebbe senso star qua ora a dire se era migliore. Anzi. Sarebbe probabilmente sbagliato. Perché ogni epoca ha i suoi “costumi” e i suoi modi di vivere e se questo è vero nel discorso ci va messo anche il calcio. Inutile insomma perder tempo nel rimpiangere quello che è stato. Meglio, molto meglio, cercare di adeguarsi al presente e (soprattutto) provare a costruirsi un futuro.
Non esageriamo con l'importanza ma...
Detto questo, e tornando a bomba sulla partita di domenica, credo che il gruppo a disposizione di Vanoli abbia davanti a sé una straordinaria occasione per dare (forse) definitivamente un calcio alla negatività (ampiamente meritata, sia chiaro) e per iniziare sul serio un nuovo campionato. Senza che vincere con la Juve diventi l'obiettivo stagionale buono per nascondere eventuali mediocrità (in passato è successo spesso, tanto per dimostrare che non sempre quello che abbiamo alle spalle merita di esser ricordato con nostalgia) ma con la consapevolezza che regalarsi una bella serata domenica vorrebbe dire dimostrare e dimostrarsi che c'è del buono su cui costruire. Missione certo non semplice, ma raramente al Franchi si è presentata una Vecchia Signora malandata come quella che arriverà tra un paio di giorni.Serve coraggio
Certo, per sfruttare le debolezze altrui bisogna mettere in campo il coraggio. Il rischio, altrimenti, è che venga fuori una roba simile al primo tempo col Sassuolo. Un confronto triste, tra due squadre attanagliate dalla paura. E' quella, la lezione da portarsi dietro. Ricordarsi che il match è cambiato quando Vanoli si è tolto di dosso le preoccupazioni, ha mandato in panchina la paura di perdere, e ha provato (riuscendoci) a vincere. Traducendo in pratica: Goncalves ha 30/40' nelle gambe? Giochiamocelo subito, sfruttiamolo per indirizzare la gara, e quando non ne avrà più buttiamo dentro qualcuno di fresco. E poi ancora. La Juventus almeno fino ad ora è parsa squadra lenta e orizzontale, blanda e incapace di opporsi a chi l'ha costretta ad aumentare i giri del motore. Mi viene il mente il Genoa. Ecco, per impostare una partita di quel tipo, non si può fare a meno dell'aggressività e delle alte frequenze di Oulai.Fagioli e/o Oulai?
E Fagioli? Fosse per me giocherebbero insieme, ma se proprio il mister non riesce a fare questo sforzo allora che dia seguito alle (sue) parole: “La maglia da titolare va conquistata e difesa con le prestazioni”, ha detto più volte. E non c'è bisogno che sia io a fargli notare chi ultimamente, tra i due, se la sia meritata. In fondo, per l'ex centrocampista della Juve, è arrivato il momento della verità. O dimostra di poter essere davvero un calciatore capace di fare la differenza o (per la disperazione di chi come me ha sempre avuto fiducia in lui) è giusto che venga trattato come uno “normale”. Perché questa è la serie A, e ad un certo punto bisogna pur smettere di comportarsi come se dall'altra parte ci fosse un esordiente.© RIPRODUZIONE RISERVATA