Borja Valero, intervenuto al Pentasport di Radio Bruno, ha analizzato le difficoltà della Fiorentina e ricordato lo storico 4-2 alla Juventus
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Ospite del Pentasport di Radio Bruno, l'ex centrocampista viola Borja Valero ha parlato del suo primo Fiorentina-Juventus:
Era il 2012, fu una bella partita. Avevamo avuto varie occasioni, ma finì 0-0. Consiglio a tutti i giocatori della Fiorentina di uscire in giro per Firenze per capire cosa significa questa partita, come è successo con me: ero arrivato da poco, parlavo poco italiano, ma il popolo viola mi ha subito fatto sentire la carica, e uguale, faranno con i giocatori di oggi.
Le parole di Vanoli sull'uso dei telefoni
Penso che il mister ha dichiarato questa cosa perché lo preoccupa. È stato uno dei motivi che mi ha portato a lasciare il calcio: avevo iniziato a perdere la voglia di allenarmi e non mi era mai successo. Se l’ha detto, l’ha fatto per stuzzicare qualcuno in particolare dei giovani e spero che quelle parole siano servite. Ovvio che qualcuno le prenderà negativamente, però penso che fosse uno stimolo.
Le aspettative per domenica
Una partita difficile da comprendere, la Juventus non è al meglio, è molto altalenante nei risultati. La Fiorentina deve pensare a se stessa, deve fare la sua partita e mettere i giocatori adatti a questa partita. Come già detto dal mister, si gioca tutto su un equilibrio e sulla scelta degli uomini giusti. In una squadra come quella gigliata, che non gioca l’Europa, dovrebbero esserci 8/11 fissi, ma ancora questo non lo stiamo vedendo.
Tanti gol subiti dai viola
Penso che nel campionato italiano si segni molto di più per via delle nuove regole e del nuovo arbitraggio, perché ti permette di essere molto più aggressivo, i difensori possono uscire più forti perché tante volte gli arbitri non fischiano. La Fiorentina sta subendo tanti gol, dobbiamo però analizzare al dettaglio ogni gol. Non bisogna riportare solo il dato, ma anche dire come e perché, tante volte sono errori tecnici grossi o letture individuali sbagliate, e questo è difficilissimo da sistemare, perché uno può mettere anche la squadra perfetta, ma se uno fa un errore individuale e lo paghi, non ci puoi fare tanto.
Migliore allenatore nel collettivo e nell’individuale
Non mi piace fare nomi di allenatori, però il migliore sul piano del collettivo è stato Paulo Sousa, collettivamente sapeva sempre leggere molto bene le situazioni e intervenire, aveva anche un grande staff dietro. Dal punto di vista individuale, proprio Luciano Spalletti: faceva vedere il video di quello che non gli piaceva e poi ti portava in campo da solo, con lo staff, a fare il cambiamento.
La condizione di Goncalves
Posso capire che nelle prime due o tre partite, venendo da un allenamento individuale dove puoi fare poco, se non mantenere la parte cardio, ci possano essere delle difficoltà. Però, per me, è impossibile che dopo quasi tre mesi, a meno che non abbia avuto problemi fisici, non sia in grado di fare più di 45 minuti, questo non riesco a capirlo.
La serata dopo lo storico 4-2
Prima del famoso 4-2 siamo andati a cena con 8/9 della squadra e abbiamo detto al cuoco: “Se vinciamo domenica, vieni a casa di Ambrosini e ci fai la cena”. Dopo la vittoria siamo andati a casa di Ambrosini e c’era il cuoco pronto a cucinarci. La serata è stata bellissima, con i tifosi sotto casa mia e gli striscioni, un ricordo incredibile; dicono che sia una semplice partita, però me ne vanto. E questo i provinciali non lo capiranno mai.
L'intervallo del 4-2
Alla fine del primo tempo eravamo distrutti. La chiave fu Montella: era serenissimo e ce lo trasmise, era convinto che potessimo giocare meglio di loro. Potevamo subire lo 0-3, che sarebbe stata la fine, e invece i fatti sono stati diversi.
Il retroscena del 4-2
Non ho mai parlato del 4-2 con Conte, però Asamoah mi ha raccontato alcuni retroscena di quella sconfitta. Conte era arrabbiatissimo, cancellò il giorno libero e li fece correre come dei matti, a conferma che non è una partita normale.
Oulai davanti alla difesa
L’età non conta nulla, se uno è portato per fare quel ruolo, lo può fare anche in giovane età, come per esempio Sergio Busquets, per dirne uno, anche se ci sono tanti esempi. Ce lo vedo per giocare davanti alla difesa, ha giocato poco, ma può avere la personalità per giocare in quella posizione, che non è semplice. Serve molta concentrazione, perché anche un piccolo errore in quel punto può essere pagato dalla squadra.
Il centrocampo viola
Il centrocampo è fondamentale, il lavoro dei centrocampisti è quello di mettere nella migliore situazione possibile gli attaccanti, devi dare tanti palloni in avanti. Njie e Mastantuono sono due giocatori che puntano molto l’uomo, il centrocampo dovrebbe metterli nella condizione di fare 10 uno contro uno a partita. Ci sono molti piccoli dettagli che fanno la differenza, anche semplicemente passare il pallone sul piede sinistro o destro fa tanta differenza, anche se non sembra. Tutto questo non sta accadendo, forse perché il mister sta cercando maggiormente un equilibrio in fase difensiva.
Fagioli
A Fagioli direi che non ha bisogno di rispondere o di fare un post che non porta a nulla di positivo, poteva risparmiarselo. Se lui ha fiducia in se stesso e sa di star dando tutto in campo, anche se le cose stanno andando un po’ peggio, non ha bisogno di ascoltare le critiche né di farsi condizionare nell’animo. Se ha messo quel post, vuol dire che qualcosa che ha sentito gli ha dato fastidio. Come ha detto anche il mister, non dev’essere il salvatore della Fiorentina, deve fare quello che sa fare meglio. Lui ha la capacità di lanciare l’attaccante in porta, è vero che Kean aveva più quella capacità rispetto a Pellegrino e Beto, però deve partire da quelle piccole cose che gli danno fiducia e confidenza, fino poi ad arrivare a rischiare qualcosa in più. Ma io sono dell’opinione che il rischio debba valere la pena.
Lasciare tutto per la Fiorentina se venisse chiamato
Se mi conoscono, sanno che potrei conciliare tranquillamente il lavoro in società con quello da opinionista. Se una persona è intelligente e competente, potrebbe farlo tranquillamente, non divulgherei nulla che non posso.
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