Michele Tossani, match analyst, ha parlato ai microfoni di Radio Bruno durante il Pentasport. Le sue parole:

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Match Analyst: “Fiorentina, servono due innesti chiave per Grosso”
"Al Sassuolo Fabio Grosso ha impostato la squadra su un 4-3-3 classico, un sistema di gioco che faceva della sincronizzazione delle catene laterali il suo principale punto di forza. Rispetto all'annata trionfale in Serie B, nella massima serie il suo undici ha registrato percentuali inferiori di possesso palla. La strategia prediletta prevedeva la strutturazione di un blocco medio in fase di non possesso, una scelta mirata per togliere profondità agli avversari e, contemporaneamente, generare lo spazio necessario per innescare le transizioni positive di elementi devastanti come Berardi e Laurienté. Parliamo di una squadra estremamente organizzata, capace di interpretare bene anche le fasi di gara in cui era costretta a consolidare il palleggio e a fare la partita."
Mancano esterni
—"L'attuale organico della Fiorentina è stato parzialmente ridisegnato a gennaio proprio per supportare il 4-3-3, ma presenta una lacuna evidente: gli esterni d'attacco viola non hanno nelle corde lo stesso fatturato realizzativo dei neroverdi. Gli attaccanti del Sassuolo, inoltre, garantivano un lavoro encomiabile in fase di ripiegamento, correndo all'indietro per mantenere la squadra sotto-palla e coadiuvare i difensori."
Servono gol
—"Per rendere la Fiorentina perfetta per le esigenze di Grosso, il mercato dovrà intervenire con precisione: servono gol dagli esterni e innesti mirati nel pacchetto di mischia. Nello specifico, occorre una mezzala di qualità associativa, capace di pulire i palloni in mezzo al campo. A Firenze, Grosso si troverà di fronte a un contesto diverso rispetto a Reggio Emilia: la Fiorentina affronterà molte più partite in cui gli avversari si rintaneranno dietro la linea della palla, e la squadra dovrà essere abile a trovare le giuste tracce interne per scardinare le difese chiuse."
I centrocampisti del Sassuolo
—"In quest'ottica, Fagioli sarebbe un profilo ideale per qualsiasi scacchiere. È un centrocampista totale che sa abbassarsi a ridosso dei difensori centrali per guidare la prima costruzione; se incrementasse la sua efficacia in zona gol, diventerebbe un top player assoluto. Sotto la guida di Grosso farebbe svoltare la manovra. Per quanto riguarda le alternative, Koné è un costruttore di gioco geometrico, un vero e proprio vertice basso, mentre Thorstvedt è il classico centrocampista box-to-box, spendibile all'occorrenza anche sulla trequarti. Entrambi garantiscono un'ottima struttura fisica, ma con mansioni differenti: il primo presidia la zona nevralgica del campo per dettare i tempi, il norvegese ha invece l'istinto per riempire l'area di rigore".
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