Gonzalo Rodriguez è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per parlare di alcuni singoli viola e non solo

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L'ex centrale della Fiorentina, Gonzalo Rodriguez, è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per parlare di alcuni singoli viola:

"I giorni della festa del Centenario sono stati bellissimi. Ho avuto modo di rivedere tantissimi ex compagni e non solo: sono stato davvero benissimo, è stata una festa fantastica. Dispiace per l'addio di Messi, perché sai che è un giocatore unico, che probabilmente non rivedrai mai più. Ho avuto la fortuna di giocare con lui in Nazionale e mi ritengo un privilegiato. La sua maglia numero 10? Non credo vada ritirata: quando ha smesso Maradona pensavamo non potesse più esistere un giocatore del genere, e invece poi è arrivato Leo. Nel prossimo futuro proverei ad assegnarla a un giocatore diverso a ogni partita, finché non si troverà qualcuno davvero capace di sostenere un peso così grande come quello della 10 argentina".

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"Mastantuono ha talento, Pellegrino mi ha sorpreso"

Focus poi sui singoli e in particolare sui giovani argentini della rosa viola:

"Mastantuono con la 10? Non credo sia ancora il momento: deve fare ancora molta strada prima di conquistarsi un posto fisso in Nazionale. È giovanissimo e ha un talento enorme, arriverà lontano, ma bisogna dargli tempo. Speriamo continui a far bene qui alla Fiorentina: l'ho conosciuto ed è davvero un bravissimo ragazzo. Per quanto riguarda Pellegrino, devo dire che ha sorpreso anche me: ammetto che non lo conoscevo bene. È fortissimo di testa ma ha anche un'ottima tecnica: sa stoppare benissimo la palla, ha visione nei passaggi e per 90 minuti non smette mai di lottare".

I partner di difesa, la sosta e i leader che mancano

In chiusura, Gonzalo si è soffermato sui suoi ricordi di campo e sul momento della squadra di Paolo Vanoli:

"In carriera ho sempre avuto grandi compagni di reparto, ma a volte ti trovi ancora meglio con chi ha caratteristiche complementari alle tue. Ho giocato con Godin e mi trovavo a meraviglia, così come con Savic: trovare compagni del genere ti facilita enormemente il lavoro. Durante la sosta, chi rimane a Firenze può lavorare per recuperare brillantezza fisica; chi va in Nazionale ci va per merito, anche se poi non è automatico trovare spazio da titolare. Se mancano giocatori di esperienza in questa Fiorentina? Sì, ho l'impressione che in questa squadra manchino i leader carismatici che avevamo ai miei tempi, come Toni o Ambrosini. Hai un bisogno fondamentale di figure così: quando le cose vanno male, servono giocatori con quella personalità per tranquillizzare il gruppo".

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