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Fiorentina: lettera di un tifoso contrario alla protesta

Pubblichiamo una lettera fra le tante pervenuteci in redazione di un tifoso contrario alla presa di posizione del tifo organizzato

Redazione VN

Dopo le prese di posizione contrarie alla società espresse dal tifo organizzato (prima l'1926 e poi l'Atf) ci sembra giusto pubblicare una delle lettere giunte in questi giorni alla nostra mail da parte di un tifoso contrario alla posizione presa dalle organizzazione prima menzionate. Il nostro dovere è di far conoscere le posizioni di chi protesta ma anche di chi vorrebbe il sostegno della squadra anche se in questo caso dei tratta di un tifoso (Tommaso) che abbiamo preso ad esempio per la completezza degli argomenti presenti nella sua lettera. 

Vi scrivo per far sapere in modo chiaro, e deciso, che c’è chi si dissocia completamente da modi,  ragioni e tempistiche di questa “protesta” dell’1926 e dell’ATF, e che si sente offeso dall’arroganza con cui questi ultimi si arrogano il diritto di firmarsi Firenze. E credo che sia abbondantemente la maggioranza della nostra città.

Da mesi, ormai, i gruppi di Fiesole si impongono come mente unica della città, ignorando e calpestando sia la Fiorentina stessa, con questo loro modo di fare, che la città. Ci sono numerosi motivi per cui, un “Della Valle Vattene”, non ha senso.

Prima di tutto, ci vuole un compratore. Che dopo un anno di “messa in vendita”, non si è visto. E di certo, i membri della Fiesole non hanno proposto alcunché.

Seconda di poi, ci si dovrebbe auspicare di andare a migliorare. Cosa tutt’altro che garantita, come Roma, Milan ed Inter dimostrano con le loro rispettive proprietà.

Terza di poi, si assume che contestare a ripetizione la proprietà, dire che i giocatori non sono da Fiorentina, non abbia alcuna conseguenza sulla squadra. Come si può essere tanto ingenui? O dovrei forse dire malevoli? La Fiorentina è tutta una cosa sola. Squadra, dirigenza e proprietà. Toccare una parte, influisce sempre sulle altre. E quindi, contestare con ferocia, influisce con ferocia sulla squadra, per conseguenza diretta. O si pensa che i giocatori non si sentano mortificati, a sostenere che non siano all’altezza della nostra squadra?

Analizziamo l’ultimo comunicato dell’ATF. Prima, si accusa i proprietari di assenza. Poi, si annuncia di essere assenti per 45 minuti, i primi del cambio dell’allenatore, quando forse ci sarebbe ancora più bisogno di vicinanza alla squadra. Si accusa poi di non aver vinto nulla in 18 anni (come se noi, prima si fosse vinto 2 coppe all’anno, e non 2 coppe in 12 anni), e quindi si va a danneggiare direttamente la squadra con la protesta annunciata, quando siamo a pochi giorni da una semifinale che potrebbe portare a giocarsi di nuovo una di queste coppe. Si accusa di poca vicinanza la presidenza, che da un anno a questa parte ogni domenica (o quasi) viene allo stadio. Si vorrebbe un presidente in balaustra, come Cecchi Gori, che ha solamente rischiato di farci sparire dal calcio giocato.

Invito tutti ad indicarmi, oggi, quali società di livello alto hanno un presidente sempre presente, vicino, emotivo, che “sale sulla balaustra”, etc.

Qua abbiamo a che fare con una tifoseria che ormai ha poco a che fare col calcio, e molto con la politica. Una tifoseria che in finale di Coppa Italia, fece accordi con un camorrista. Una tifoseria che ha cantato “Devi morire” a una persona morente (non l'intera curva ma solo pochi tifosi; n.d.r). Una tifoseria che si fa sentire solo quando deve contestare, per rimanere in un mormorio di poco conto per il resto della partita.

No, non sono soddisfatto del rendimento della squadra degli ultimi tre anni. Come si potrebbe?

Ma non per questo voglio distruggere tutto per nessun motivo valido. Io voglio che l’attuale presidenza torni con entusiasmo ad investire sulla nostra squadra, e che non commetta errori grossolani che possano portarci a stagioni modeste (come lo è stato scegliere Pioli per la panchina).

Specialmente adesso che siamo ad un passo dal sapere il proseguimento dei lavori dello stadio e dei centri sportivi, osteggiati estensivamente dalla politica fiorentina e dalla piccola borghesia. Ma per noi che andiamo in uno stadio che ha 80 anni, vorrebbe dire tantissimo. Così come per il nostro settore giovanile.

E pertanto, una tifoseria intelligente, posta davanti ai punti precedenti, lavorerebbe con la società in questa direzione, per portarli di nuovo a voler compiere qualche sacrificio per la Fiorentina, perché i soldi veri li mettono loro, non noi. E chiunque continua a dire che “tanto in autofinanziamento siamo tutti capaci”, al massimo può aver fatto l’operaio, con tutto il rispetto. Perché condurre un’azienda e centrare il pareggio di bilancio, oggigiorno, riesce davvero a pochi.

E chiedo anche alla stampa di impegnarsi in tal senso. Non di fare continuamente articoli da clickbait, o atti solo a fomentare gli animi. Ma articoli lucidi, di analisi profonda, che facciano capire come sta la situazione. Non le solite falsità dei “clienti”, dei “soldi intascati”, e quant’altro in questi anni devo continuare a sentire dire da gente troppo credulona.

Invito tutti a venire allo stadio, e per una volta, cantare, sostituendosi alla “Curva Fiesole”, per far capire loro che se non vogliono venire, non c’è neanche bisogno che presenzino.

Forza Viola. Tommaso P.

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