La Fiorentina "beta" batte il Benevento: salutiamola, perché non era che una crisalide della farfalla che speriamo possa librarsi nel cielo del centenario

ACF Fiorentina v Benevento Calcio - Coppa Italia

VN - Questa è la Fiorentina di Grosso? Presto (non troppo) per dirlo

"C'è tanto da fare, tanto ancora da cambiare": questo il mantra di Fabio Grosso, per la verità non da questa sera ma da qualche giorno, in risposta a chi gli chiede, nei forum come quello di Violanews, subito un calcio di qualità accecante, in linea col mercato condotto da Paratici. Però ha fatto una promessa, il tecnico ex Sassuolo: "Saremo pronti" per la prima di campionato lunedì 24. Anche se ancora non sa come e con chi, visto che il mercato, come da copione, sta cambiando continuamente i connotati della sua formazione.

Come si fa a pretendere subito scintille?

Eppure Matteo Magrini l'ha scritto in tempi non sospetti: è ingeneroso, per non dire utopistico, per non dire folle pretendere che la Fiorentina, questa Fiorentina con nove volti nuovi in rosa, giochi bene al 14 d'agosto. Prima di tutto perché è fisiologico che sia così, poi perché il primo capo d'accusa che va per la maggiore, cioè "nessuno salta l'uomo" è stato mosso prima dell'esordio assoluto di Mastantuono e prima ancora dell'arrivo annunciatissimo del suo dirimpettaio di sinistra, che ci viene assicurato sarà un giocatore di grande levatura.
Fabio Grosso

Questa Fiorentina è una "beta", termine videoludico che indica qualcosa che viene sì testato seriamente, ma che è ancora lontano dal prodotto finale. Ma banalmente lo è per una questione di uomini: oltre all'ala devono arrivare almeno un terzino e un centrocampista (il sempre-nero-verde Thorstvedt?), e poi dipenderà dalle partenze. Giocare con Atta e Gudmundsson dietro la punta è un'altra cosa rispetto a giocare con Atta mezzala e due dribblatori sulle fasce offensive, Mastantuono e Mister X. Quella è la Fiorentina che Grosso e Paratici hanno in mente, e a quella stanno tendendo nella loro metamorfosi.

La metamorfosi va giudicata una volta avvenuta, non prima

A proposito, la frase del titolo si trova nelle Metamorfosi di Ovidio: "Tanta è l'arte che l'arte non si vede", o quasi, perché qualche cosa il nostro inviato al Franchi l'ha pure vista insieme a 4 reti. Paratici ha messo talmente tanto bendidio nel calderone che serve un po' di tempo per ottenere qualcosa di sublime. Grosso, il nostro Pigmalione, ce la farà a usare tanta arte da far sembrare viva la sua scultura? Non possiamo saperlo, non abbiamo doti divinatorie nel bagaglio tecnico. Siamo ottimisti a riguardo? Certamente, ci piace esserlo e la stagione è lunga. Sarebbe stato ideale completare la rosa entro oggi, ma nemmeno Paratici può fare un colpo al giorno, anche se nella prima metà di luglio quasi ci è riuscito. Non dovrà ammosciare gli animi, qualora arrivasse, un ko in casa della Roma alla prima giornata di Serie A, contro un avversario che manca anch'esso di un esterno alto, che comunque ha le sue questioni da risolvere dopo tante scoppole prese nella tournée estiva, ma che rimane più quotato sulla carta. Ad agosto. Poi torneremo a guardare la stessa carta a maggio.

Vada come vada, questo mese si porterà via questa crisalide viola che stiamo vedendo svilupparsi, un bozzolo magari non bellissimo a vedersi, ma che nutre in sé una creatura dotata di ali (la metafora è incredibilmente calzante) che nella visione viola imparerà a volare presto. Mettiamo nel sacco questa prima vittoria (4-1, mica 1-0) e non abbattiamo la farfalla gigliata ancora prima che abbia completato la sua metamorfosi.

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