Kean è alle prese con problematiche di carattere tecnico al Como e adesso di carattere fisico in Nazionale: e se per la Fiorentina non fosse un rimpianto?

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"Moise non sta bene, non ha recuperato e tornerà a casa stasera": la nostra riflessione a chiudere la seconda delle tre lunghissime settimane di sosta parte da queste parole del ct Roberto Mancini su Kean. L'ex viola non prenderà parte all'ultima delle quattro partite di Nations League in calendario, contro la Turchia, dopo che anche nella seconda, all'andata, era stato lasciato a riposo.

Inizio lento

Dopo un mese intero e spiccioli dal tanto sospirato trasferimento al Como, lo score di Kean recita: 3 presenze in campionato, 1 in Champions League, 1 assist a Genova per la rete finale del 4-1 firmata Diao. 0 reti. A secco, con tanto di clamorosa occasione fallita con la Francia, nelle due uscite con l'Italia, mancando anche il record solitario di gare consecutive a segno che era alla portata dopo l'aggancio a Riva, Bettega e Baloncieri a quota 6. Con Fabregas, tecnico lariano, che ha sottolineato come lo veda "indietro nei movimenti" e "un po' perso", spaesato dal meccanismo del Como.
Shots Kean

È francamente impossibile giungere a conclusioni adesso, quindi non lo faremo. Se Kean riesce a stare bene fisicamente e a inserirsi nel gioco di Fabregas son dolori per tutti, e il fatto che lo stesso allenatore spagnolo abbia voluto l'attaccante astigiano tanto insistentemente è indice di quanto questo sia verosimile. Però... rimangono due "se" mica da ridere.

Lato tecnico, lato fisico

Intanto c'è da scalzare quella faina di Anastasios Douvikas, uno degli attaccanti più raffinati e intelligenti in circolazione a dispetto dei suoi mezzi fisici per nulla notevoli. Uno che ha la "sfortuna" di essere nato in un periodo particolarmente florido per gli attaccanti della Grecia, che ha anche Pavlidis e Ioannidis: altrimenti potrebbe stabilire parecchi record di gol e presenze. Bisogna, insomma, che Kean impari a funzionare meglio di Douvikas, e non è solo una sfida di talento. E poi c'è la questione dell'integrità fisica. Da aprile a giugno, per ammissione del fratello Giovanni che lo ha seguito a Como, Kean non stava in piedi; di operazioni non abbiamo notizia, quindi dobbiamo assumere che il suo problema cronico alla tibia sia sempre lì, quiescente. E il fatto che Mancini ci abbia tenuto a ricordare che "ha problemi da tempo" va proprio in questa direzione.

Tutto questo per tornare, dopo averla ben spiegata, alla domanda del titolo: Kean, per il giocatore che abbiamo ben presente e che è al massimo delle sue potenzialità, vale ben più dei 40 milioni che, tra prestito oneroso, obbligo di riscatto e bonus, il Como deve alla Fiorentina. Ma siamo sicuri che vendere QUESTO Kean, il Kean che ci viene dipinto dai due tecnici che lavorano con lui, indietro fisicamente e tatticamente, a 40 milioni, non sia stato un affare?

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