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Dov’è l’equilibrio da salvaguardare sul mercato? Dg, ds e mister: è cortocircuito

Alessandro Ferrari
Messe in ordine, le dichiarazioni dei tre non hanno senso: direttore generale, direttore sportivo e allenatore si sono contraddetti nell'arco di poche ore
Federico Targetti
Federico Targetti Caporedattore 

Invece che proporre la solita tiritera (che tanto è da un mese che l'analisi è sempre quella: la Fiorentina boccheggia, è in crisi, non tiene i reparti), dopo la sconfitta della Fiorentina sul campo del Monza ultimissimo in classifica, con Salvatore Bocchetti che centra la prima vittoria da allenatore in A dopo 8 sconfitte nelle prime 8 partite, ci vogliamo concentrare su altro. Non sui singoli in campo, per quelli del resto ci sono le pagelle, e nemmeno troppo sull'allenatore (di cui trattiamo nel video che trovate in alto). No, stavolta merita due parole anche gli altri due frontmen viola.

Alessandro Ferrari è un direttore generale un po' meno appariscente rispetto a quello che era l'indimenticabile Joe Barone. Più discreto, più esperto per forza di cose del calcio di casa nostra, dato che è responsabile della comunicazione viola fin da prima dell'arrivo della proprietà americana. Non ci addentriamo nel giudizio del suo operato tout-court, perché ci sono tante cose che non possiamo conoscere non avendo mai fatto il suo mestiere; invece qui ci concentriamo solamente su un corto circuito comunicativo che si è venuto a creare tra i tre volti del progetto 2024/25: Ferrari appunto, che ha parlato nel pre partita, e Palladino e Pradè che hanno parlato dopo.


"Siamo arrivati al ritorno in una buona posizione, vorremmo rimanere alti e migliorare ma senza rompere equilibri che stanno andando bene". Letta ora sembra ancora più fuori dal mondo di quel che era prima di questa sconfitta. Come si fa a parlare di equilibri dopo un punto in quattro partite? Figurarsi dopo uno in cinque. Sicuramente ci si riferiva agli equilibri delle otto vittorie di fila, ma adesso le cose sono diverse e la Fiorentina attuale ha bisogno di una mano enorme dal mercato. Infatti, ecco cosa pensa Palladino dell'equilibrio: "Noi abbiamo perso equilibrio, cura dei dettagli rispetto a un mese e mezzo fa, tutti dobbiamo dare qualcosa in più in allenamento, a partire da me e dal mio staff". Tutto l'intervento del tecnico

E poi ancora: "Ci siamo disuniti probabilmente, ma sono sicuro che questa squadra con umiltà continuerà a lavorare per trovare la soluzione migliore". Umiltà? Ottima parola, ma c'è da fare i conti con lo sfogo del direttore sportivo al sito della società: "Amareggiati? No, siamo proprio incazzati. Abbiamo perso umiltà, abbiamo perso identità. Non va bene". Queste contraddizioni sono l'emblema del momento che sta vivendo la Fiorentina. Ora arriva il Torino, che ha raccolto qualche certezza in più dal pareggio nel derby della Mole. Una partita da non sbagliare, come lo era questa di Monza, come lo saranno tutte finché il treno europeo non partirà definitivamente.

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