Il pareggio per 2-2 contro il Torino ha consegnato a Paolo Vanoli una certezza e, contemporaneamente, un intrigante dilemma tattico. La certezza porta il nome di Manor Solomon: l’israeliano, autore del gol dell'1-1, si è preso di prepotenza la copertina del match, dimostrando che quando può puntare l'uomo partendo da sinistra, la sua qualità è di un livello superiore.

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Solomon padrone a sinistra: Vanoli, come farà a convivere con Gudmundsson?
Tuttavia, la sua prestazione solleva un interrogativo che diventerà centrale non appena l'infermeria restituirà il pezzo più pregiato del mercato viola del 2024: Albert Gudmundsson. L'islandese, uscito al 48' per un trauma distorsivo alla caviglia sinistra, sarà rivalutato nei prossimi giorni, ma il suo rientro obbligherà il tecnico a scelte non scontate.
Il dubbio: chi sulla sinistra?
—Non è un segreto che Solomon dia il meglio di sé partendo dalla corsia mancina per convergere sul destro. È in quella porzione di campo che riesce a creare superiorità numerica e a vedere la porta. Il problema è che quella stessa zona è il terreno di caccia preferito di Gudmundsson. La domanda per Vanoli è semplice ma complessa nella risposta: è possibile farli coesistere senza perdere l'equilibrio di squadra?
In questo scenario, la figura di Jack Harrison diventa fondamentale. L'inglese si è confermato un vero e proprio "coltellino svizzero": tatticamente intelligente, diligente in fase di ripiego e capace di agire su entrambe le fasce con la stessa efficacia. La sua capacità di adattamento è la chiave che potrebbe permettere a Vanoli di rimescolare le carte.
Coesistenza o staffetta?
—Le soluzioni sul tavolo dell'allenatore varesino sono diverse e aprono scenari tattici estremamente interessanti. Una prima strada porta al "tridente di qualità": con Harrison spostato stabilmente a destra per garantire copertura, Solomon potrebbe agire a sinistra con Gudmundsson schierato centralmente come trequartista puro. È l'opzione che garantisce la massima pericolosità offensiva, anche se richiederebbe un sacrificio enorme ai mediani per sostenere un assetto così creativo.
In alternativa, Vanoli potrebbe optare per un assetto più fluido, un sistema in cui Solomon e l'islandese non abbiano posizioni fisse, scambiandosi continuamente il fronte d'attacco per non dare punti di riferimento alle difese avversarie, lasciando sempre ad Harrison il compito di fare da "equilibratore" sull'altra fascia. Non è da escludere, infine, una gestione delle risorse più prudente: data la storia clinica recente di entrambi i fantasisti, il tecnico potrebbe scegliere la via della staffetta di lusso. Avere la possibilità di alternare due giocatori di questo calibro permetterebbe infatti alla Fiorentina di mantenere un'intensità altissima per tutti i novanta minuti, senza rischiare ricadute e garantendo sempre freschezza negli ultimi trenta metri.
In attesa del bollettino
—Tutto, ovviamente, passerà dall'esito degli esami alla caviglia di Gudmundsson. Se lo stop dovesse costringerlo ai box per qualche partita, Solomon diventerà l'inamovibile punto di riferimento della manovra offensiva viola. Se invece l'allarme dovesse rientrare rapidamente, Vanoli dovrà essere bravo a incastrare tutti questi tasselli.
La Fiorentina ha cercato a lungo rinforzi sugli esterni; ora che li ha trovati, spetterà a Vanoli gestire le rotazioni per una corsa salvezza che, dopo il pari nel finale di ieri, si è fatta ancora più impervia
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