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Pongracic il sacrificato?

Pongracic il sacrificato? Il rebus di Grosso e Paratici dopo i botti di mercato

Pongracic il sacrificato? Il rebus di Grosso e Paratici dopo i botti di mercato - immagine 1
Viery e Dragusin rivoluzionano la difesa viola. Ma con cinque centrali per due posti, chi lascerà Firenze? Analisi tra mercato e campo.
Vittorio CollicelliRedattore 

La nuova Fiorentina di Fabio Grosso sta prendendo forma e il mercato estivo ha già delineato una strategia ben precisa. Fabio Paratici ha deciso di partire dalle fondamenta, rinforzando il reparto arretrato con due investimenti importanti: il classe 2005 VieryFernandes Santos Lopes e Radu Dragusin.

Due operazioni che raccontano molto delle intenzioni della società. Per il giovane brasiliano sono stati investiti circa 17 milioni di euro, mentre per Dragusin l'esborso potrà arrivare a 19,5 milioni in caso di riscatto. Complessivamente, oltre 35 milioni di euro destinati al cuore della difesa: una cifra che difficilmente può essere interpretata come un semplice investimento per allungare le rotazioni.

L'idea è chiara: costruire la nuova Fiorentina partendo dalla retroguardia e affidare ai due nuovi arrivati il ruolo di coppia centrale titolare nel 4-3-3 che Fabio Grosso dovrebbe adottare come sistema di riferimento.

Cinque centrali per due maglie: uno è destinato a partire

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Con gli arrivi di Viery e Dragusin, la Fiorentina si ritrova oggi con cinque difensori centrali per due posti: Ranieri, Comuzzo, Pongracic, Viery e Dragusin.

Uno scenario difficilmente sostenibile, soprattutto considerando che tutti i giocatori coinvolti hanno ambizioni da titolari o, quantomeno, desiderano trovare continuità.

La sensazione è che una cessione diventi quasi inevitabile e i principali candidati sono ovviamente Ranieri, Comuzzo e Pongracic. Tuttavia, analizzando la situazione con maggiore attenzione, il nome che appare più spendibile sul mercato è proprio quello del difensore croato.

Perché Pongracic è il candidato ideale alla cessione

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La stagione appena conclusa non è stata brillante per la Fiorentina, ma Marin Pongracic è stato uno dei pochi elementi a garantire affidabilità. Pur senza raggiungere la sufficienza complessiva come Fagioli, Ndour o pochi altri, il croato ha rappresentato una delle poche certezze, a livello di continuità, della retroguardia viola.

A questo si aggiunge un altro elemento da non sottovalutare: le sue prestazioni con la nazionale croata al Mondiale fanno si che sia il difensore che oggi può assicurare alla Fiorentina il ritorno economico più interessante.

Esiste poi un aspetto regolamentare che potrebbe incidere sulle valutazioni del club. Ranieri e Comuzzo rappresentano due pedine preziose per la compilazione delle liste grazie al loro status di calciatori cresciuti nel vivaio viola, fattore che andrebbe a incidere ancora di più in caso, ci auguriamo, di pronto ritorno nelle coppe europee. Un dettaglio che potrebbe pesare non poco nelle strategie della dirigenza.

Gli interrogativi sui nuovi acquisti

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Se dal punto di vista economico gli investimenti sono importanti, sul piano tecnico rimangono comunque alcune incognite.

Vieryarriva a Firenze dopo essersi messo in luce in Sud America, ma quella viola sarà la sua prima esperienza nel calcio europeo. A soli vent'anni è naturale immaginare un periodo di adattamento, sia sotto il profilo tattico sia dal punto di vista fisico. Le qualità sembrano esserci tutte, ma pretendere un impatto immediato, pur sperandoci, sarebbe probabilmente ingeneroso.

Diverso il discorso relativo a Dragusin. Il difensore rumeno conosce perfettamente il calcio italiano dopo la crescita nella Juventus e le esperienze con Salernitana e Genoa, prima del trasferimento al Tottenham.

La vera incognita riguarda però la sua condizione atletica. Nel gennaio 2025 la rottura del legamento crociato lo ha costretto a uno stop di circa undici mesi, frenando bruscamente una crescita che sembrava ormai definitiva. Nell'ultima stagione ha ritrovato il campo soltanto a sprazzi e dovrà dimostrare di essere tornato ai livelli che avevano convinto il Tottenham a puntare su di lui.

Mercato e campo non sempre vanno nella stessa direzione

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Dal punto di vista economico, sacrificare Pongracic potrebbe rappresentare la soluzione più logica. Dal punto di vista tattico, invece, la questione è molto più complessa.

Proprio perché Viery dovrà ambientarsi e Dragusin arriva da una stagione fortemente condizionata dall'infortunio, Fabio Grosso potrebbe avere bisogno di un difensore già affidabile, capace di garantire sicurezza fin dalle prime giornate.

Sotto questo aspetto, Pongracic sembra offrire più garanzie rispetto agli altri.

Ranieri è un leader riconosciuto dello spogliatoio e un punto di riferimento per carattere e senso di appartenenza, ma negli anni ha evidenziato limiti tecnici che potrebbero pesare in un sistema difensivo più aggressivo e propositivo come quello immaginato da Grosso.

Comuzzo, invece, rappresenta uno dei patrimoni più importanti del club. Il potenziale è elevatissimo, ma il giovane difensore è ancora in una fase di crescita e, soprattutto nella passata stagione, ha mostrato grosse difficoltà dal punto di vista caratteriale.

Il rebus di Grosso

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Il mercato ha consegnato a Fabio Grosso una difesa più profonda e, almeno sulla carta, di qualità superiore rispetto alla scorsa stagione. Adesso, però, arriva la parte più delicata: trasformare l'abbondanza in una risorsa senza creare scontenti nello spogliatoio.

La sensazione è che una cessione sia inevitabile e che Pongracic rimanga comunque il candidato principale. Ma se Viery dovesse impiegare qualche mese per adattarsi e Dragusinnon ritrovasse subito la miglior condizione, la Fiorentina potrebbe rimpiangere un'eventuale rinuncia proprio al difensore che avrebbe garantito le maggiori certezze. È questo il vero rebus dell'estate viola: scegliere tra la logica del mercato e le esigenze del campo.