Fabio Grosso è il nome unico, per ammissione stessa in conferenza stampa prima di Fabio Paratici e poi di Alessandro Ferrari, scelto per succedere a Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina. Il tecnico, protagonista di una salvezza più che tranquilla alla guida del Sassuolo dopo averlo riportato in Serie A, ha così riabbracciato Paratici, dirigente con cui ha condiviso l'inizio del suo percorso da allenatore nelle giovanili della Juventus. Si tratta dunque di un profilo giovane ma già con alcune esperienze importanti, vedi l'Olympique Lione in Francia, che si inserisce a Firenze sulla scia di quanto fatto negli ultimi anni da Vincenzo Italiano e Raffaele Palladino.

La Fiorentina di Grosso
Metà in partenza, tre colpacci e un vuoto: come giocherebbe Grosso oggi
Ma come giocherà la Fiorentina con Grosso?
—Il tecnico abruzzese ripartirà dal 4-3-3, un modulo già visto nella seconda parte della scorsa stagione con Vanoli, il quale, dopo aver ereditato una squadra costruita per la difesa a tre e con pochissimi margini di manovra tattica, era riuscito a trovare i giusti equilibri a campionato in corso grazie agli innesti di gennaio, centrando una salvezza che a dicembre sembrava quasi impossibile. Rispetto al passato recente, la nuova idea tattica della Fiorentina è emersa in modo chiarissimo fin dalle prime parole di Grosso nella conferenza di presentazione: le sue squadre hanno sempre avuto un'identità precisa e riconoscibile. I capisaldi saranno la costruzione dal basso, la costante ampiezza garantita dagli esterni d’attacco, terzini pronti ad accompagnare la manovra e una forte mentalità basata sulla riaggressione immediata e l'attacco feroce degli spazi.
La rosa attuale viola
—Per tradurre questi concetti sul campo, Grosso ha bisogno di caratteristiche specifiche nei singoli reparti. Dietro si cercano centrali fisicamente possenti, dominanti nel gioco aereo e puliti in fase di impostazione, un profilo che ricalca perfettamente l'identikit dei due nuovi acquisti Dragusin e Viery. A centrocampo la priorità è la tecnica abbinata alla capacità di inserimento dalle retrovie per garantire gol (con Arthur Atta per cui si attende solo l'ufficialità e il nome caldo di Kristian Thorstvedt sul mercato). Davanti, infine, servono due ali veloci e con tanti gol nel sangue, sulla falsariga di quanto Grosso ha avuto a Sassuolo con Berardi e Laurienté; una richiesta per la quale Paratici dovrà lavorare con attenzione per regalare al tecnico almeno quattro esterni di ruolo. Ad oggi, con le forti voci di mercato che coinvolgono sia Dodò che Robin Gosens, il rebus Albert Gudmundsson (su cui il mister si è espresso chiaramente) e la casella dell'ala destra ancora da riempire dato che Parisi è ai box per mesi, l'undici base della nuova Fiorentina si profila così: in corsivo i giocatori che hanno mercato in uscita, in grassetto i nuovi.
FIORENTINA (4-3-3):De Gea; Dodò, Dragusin, Viery, Gosens; Ndour, Fagioli, Atta; Mister X, Kean, Gudmundsson.
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