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Che fine ha fatto? Luis Helguera, la meteora viola che ha lanciato Amatucci

Alessio Vannini
Nella rubrica "Meteore Viola" di Violanews, oggi ripercorriamo la storia di Luis Helguera: oggi ds del Las Palmas

Meteore viola

01:15 min

Ci sono storie che a Firenze non riescono mai a decollare, frenate da una maledizione invisibile fatta di infortuni e tempismi sbagliati. Nell'estate del 2003, laFiorentina della rinascita, impegnata nella folle e lunghissima rincorsa verso la Serie A, nel campionato cadetto a 24 squadre, decise di affidare le chiavi del centrocampo a un regista spagnolo d'esperienza: Luis Helguera. Proprio mentre il fratello Iván spopolava nel Real Madrid dei Galácticos (collezionando tre campionati, due Supercoppe spagnole, due Champions League, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea) e nella Nazionale spagnola, i viola scommettevano sul minore della dinastia. Eppure, l'avventura all'ombra del Duomo si trasformò in un calvario. In questa puntata di Meteore Viola, ripercorriamo la parabola dello sfortunato centrocampista di Ferrol, nato proprio il 9 giugno del 1976, che a Firenze non trovò mai la gloria, ma che oggi è tornato a incrociare il destino del club gigliato in una veste del tutto inaspettata.

La convulsa estate 2003 e l'equivoco tattico

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Siamo nella convulsa estate del 2003 e la Fiorentina, che si ritrova improvvisamente proiettata in Serie B dopo il caso Catania, si affretta a organizzare una campagna acquisti lampo che le permetta di essere subito competitiva per la promozione nella categoria regina. Luis Helguera, che aveva già vissuto in passato buone ma tribolate esperienze italiane con la maglia dell'Udinese, arriva a Firenze proveniente dalla formazione basca del Deportivo Alavés. Inizialmente, il tecnico viola Alberto Cavasin lo schiera nel mezzo del campo nel suo scacchiere, affiancandolo a elementi come Manfredini, Ariatti, Di Livio e Said. Tuttavia, i successivi assestamenti tattici e una serie di prestazioni non all'altezza delle aspettative lo fanno scivolare indietro nelle gerarchie, conducendolo già a gennaio verso la cessione in prestito all'Ancona, all'epoca in Serie A e in disperata lotta per non retrocedere.

Dall'illusione di Mondonico al brivido con Prandelli

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Al termine della stagione, Helguera rientra alla base. La Fiorentina è stata intanto promossa nella massima serie dopo lo spareggio con il Perugia, e lo spagnolo è intenzionato a lottare per un posto da titolare. Emiliano Mondonico lo tiene in forte considerazione e lo utilizza con continuità nelle prime amichevoli estive, fino a quando un gravissimo infortunio ne pregiudica drammaticamente l'intera stagione. Di quell'annata 2004/2005, Luis riuscirà a disputare un solo incontro ufficiale, in Coppa Italia contro il Verona al Franchi. L'inevitabile e definitivo addio ai colori viola si consuma nel mercato successivo, direzione Vicenza. Prima di salutare la Toscana, però, Helguera fa in tempo a svolgere tutta la preparazione estiva agli ordini di Cesare Prandelli, scendendo in campo in altre due occasioni nella Coppa Italia 2005. Complessivamente, la sua esperienza fiorentina si chiude con appena quindici incontri ufficiali disputati tra campionato, Coppa Italia e Coppa Italia di Serie C.

Dalla panchina alla scrivania: il mago del mercato a Las Palmas

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Appesi gli scarpini al chiodo nel 2013 dopo una lunga parentesi all'Huesca, Helguera capisce subito che il suo futuro è dietro una scrivania. Dopo una breve parentesi come vice-allenatore e ds nello stesso club aragonese, nel 2015 viene nominato coordinatore dell'UD Las Palmas. Dopo un'esperienza al Levante, il 2 marzo 2020 il club delle Canarie lo richiama per affidargli ufficialmente le chiavi della direzione sportiva. Una scommessa stravinta. Sotto la sua guida, il Las Palmas si stabilizza come una delle realtà più interessanti del calcio spagnolo, addirittura ottiene la promozione in Prima Divisione nella stagione 2022/2023. Un lavoro straordinario celebrato anche dal presidente del club, Miguel Ángel Ramírez: "Abbiamo un direttore sportivo con una buona rete di osservatori controllata dal club, tutte persone che lavorano molto bene. Sono molto contento del lavoro che sta facendo Luis Helguera".

L'intuizione Amatucci e il capolavoro alle Canarie

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Ed è proprio nel corso di questa stagione che le strade di Helguera e della Fiorentina si sono incredibilmente incrociate di nuovo. Il ds spagnolo ha infatti scommesso forte su un gioiello di proprietà viola: Lorenzo Amatucci. Il centrocampista classe 2004 è stato il pilastro assoluto del Las Palmas, collezionando ben 42 presenze totali tra campionato e i playoff per la Liga, dove il cammino dei gialli si è interrotto solo in semifinale contro il Malaga. Una stagione superlativa per il talento di scuola viola, fortemente voluto in Spagna proprio dall'ex centrocampista gigliato, che ha saputo valorizzarlo in un contesto ideale per le sue caratteristiche tecniche.

Il verdetto sul calcio italiano: "In Spagna un'altra carriera"

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Proprio parlando del rendimento di Amatucci, Helguera ha espresso parole d'elogio, lanciando però una frecciata al modo di intendere il calcio in Italia: "Al Las Palmas ha trovato il suo posto, ma può fare ancora meglio. Abbiamo un'opzione di acquisto, ma c'è anche la recompra da parte della Fiorentina, che non voleva perdere la proprietà su un giocatore molto talentuoso. Amatucci in Italia non è molto apprezzato per la sua condizione fisica: è un ragazzo piccolo e dinamico, ma con poca presenza fisica. Il calcio italiano è un'altra storia, il profilo del 'numero sei' lì è completamente diverso. Non so se l'Italia sia il contesto giusto per lui: qui in Spagna, la sua carriera può essere molto diversa da quella che potrebbe essere in altri paesi".

Che fine ha fatto?

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Oggi, a 50 anni compiuti, Luis Helguera è uno dei direttori sportivi più stimati e accreditati del calcio spagnolo, saldamente al comando del progetto tecnico del Las Palmas. A Firenze il suo nome rievoca una delle stagioni più caotiche e convulse del post-fallimento, una meteora frenata dai legamenti che non è riuscita a lasciare tracce tangibili sul rettangolo verde del Franchi. Eppure, a distanza di oltre vent'anni, quel centrocampista sfortunato si è trasformato nel perfetto alleato a distanza per la crescita e la maturazione dei giovani talenti di marca viola. Il calcio, a volte, sa regalare traiettorie davvero imprevedibili.