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Baldanzi, ma che senso ha? E il caso di Fortini è diverso da quello di Kayode

Baldanzi, ma che senso ha? E il caso di Fortini è diverso da quello di Kayode - immagine 1
Roma e Fiorentina sono in continuo contatto. Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Da questa scelta dipenderanno le sorti del mercato viola e, forse, dell’intera stagione
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Si possono riassumere così le mosse di mercato della Fiorentina in questa sessione di gennaio. Una squadra che deve salvarsi, con scarso appeal sui giocatori e con la necessità di inserire volti nuovi in uno spogliatoio che si sta lentamente riprendendo dalla burrasca degli scorsi mesi. Non è un compito facile per Fabio Paratici, atteso a Firenze agli inizi di febbraio, ma già in contatto continuo con Goretti e Ferrari.

Nelle ultime ore ha preso sempre più forza l’asse Firenze-Roma per due giocatori in particolare: Tommaso Baldanzi e Niccolò Fortini. Il tifo viola si sta interrogando su questi due profili che potrebbero fare il percorso opposto. Il primo vestirebbe la maglia viola, mentre il secondo approderebbe alla corte di Gian Piero Gasperini, suo grande estimatore. Ma che senso avrebbe un’operazione del genere?

Partiamo dal centrocampista ex Empoli. Baldanzi arriverebbe alla Fiorentina senza un ruolo ben delineato. Nato trequartista, a Roma si è alternato tra seconda punta ed esterno. Dove lo impiegherebbe Vanoli? La scelta più logica sarebbe quella di vice Gudmundsson, ma al momento non sembra una priorità. Diverso invece il discorso sull’esterno, ruolo che Baldanzi ha già interpretato con Gasperini in questi primi mesi di campionato: un mancino a destra, esattamente ciò che ha chiesto l’allenatore viola. Ma perché adattare un giocatore invece di prendere un profilo più simile alle caratteristiche di Solomon? Forse Vanoli ha in mente un ruolo alla Bove: un centrocampista prestato all’attacco, capace di garantire equilibrio alla squadra. Detto questo, restano diversi dubbi sul prestito oneroso con diritto di riscatto a 12-13 milioni che consegnerebbe a Vanoli il terzo acquisto dell’era Paratici.

Più articolato il discorso che riguarda Niccolò Fortini. Il classe 2006 è considerato uno dei migliori talenti italiani in circolazione e Firenze è ancora scottata dall’addio di Kayode, esploso poco dopo in Premier League. Una sua cessione non sarebbe ben vista dalla piazza, ma è giusto sottolineare come si tratti di due casi molto diversi. Su Kayode, Daniele Pradè e Raffaele Palladino fecero una scelta di natura tecnica: il terzino azzurro non veniva considerato utile alla causa, tanto da non trovare spazio nell’assetto dell’attuale tecnico dell’Atalanta, arrivando ad allenarsi da solo a partire dai primi giorni di gennaio.

Per Fortini, invece, il discorso è differente. Di mezzo c’è un rinnovo di contratto, con scadenza nel 2027, ancora in stand-by. La posizione in classifica della Fiorentina non agevola la situazione e il pressing asfissiante della Roma tenta, e non poco, il calciatore, che però non ha ancora preso una decisione sul suo futuro. Inoltre, nella Fiorentina immaginata da Paolo Vanoli, Fortini rischierebbe di essere fortemente limitato: esterno a tutta fascia, con l’eventuale arrivo di Baldanzi sarebbe relegato al ruolo di vice Dodò. Ha senso quindi trattenerlo, anche alla luce di un’offerta importante dei giallorossi? I giovani sono fondamentali, ma la Fiorentina non può permettersi di pensare solo al futuro: c’è una salvezza che conta di più, anche al costo di sacrificare un potenziale campione. Paradossalmente, un giocatore come El Shaarawy potrebbe risultare più utile alla causa rispetto a Fortini.

Roma e Fiorentina sono in continuo contatto. Meglio un uovo oggi o una gallina domani? Da questa scelta dipenderanno le sorti del mercato viola e, forse, dell’intera stagione.