Da virgulto del vivaio viola a trascinatore di altre piazze in Serie A, fino alla carriera da tecnico. La storia di Luca Vigiani.
La gente contenta e la squadra che gioca… Un solo Vanoli al comando
Livorno, la Serie A e il maestro Mazzarri
Nella stagione 2003-04 il Livorno, trascinato dai gol di Igor Protti e Cristiano Lucarelli, centra la promozione in Serie A dopo oltre mezzo secolo di attesa. Vigiani partecipa alla cavalcata e ritrova così la massima categoria circa nove anni dopo quell’unica apparizione con la Fiorentina. Questa volta, però, non è più il giovane chiamato a completare la formazione nell’ultima giornata di campionato. È un calciatore maturo, cresciuto attraverso la gavetta e pronto a conquistarsi il proprio spazio. Nel 2004-05 gioca con continuità nella sorprendente squadra amaranto, capace di raggiungere una tranquilla salvezza da neopromossa. Il legame con Mazzarri lo porta poi alla Reggina. Vigiani si trasferisce in Calabria una prima volta nella stagione 2005-06, prima di tornare per alcuni mesi a Livorno. Nel gennaio 2007 raggiunge nuovamente gli amaranto dello Stretto e contribuisce a una delle salvezze più incredibili della storia recente del campionato italiano. La Reggina parte, infatti, con quindici punti di penalizzazione (nel dicembre dello stesso anno i punti verranno ridotti a 11) per le conseguenze di Calciopoli, ma riesce ugualmente a restare in Serie A. Il gruppo allenato da Mazzarri completa un’autentica impresa sportiva e Vigiani, insieme ai compagni, riceve anche la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria. Nella stagione successiva si prende inoltre una soddisfazione piuttosto insolita per un centrocampista non abituato a segnare con grande frequenza. Il 23 dicembre 2007, al Granillo, realizza una tripletta nella vittoria per 3-1 contro il Catania. In quell’annata chiude il campionato con sette gol, il suo record personale in Serie A. Dopo Reggio Calabria arrivano un’altra esperienza nella massima serie con il Bologna, il ritorno alla Reggina in Serie B e gli ultimi passi con la Carrarese. Nel 2011, infine, a 35 anni, decide di appendere gli scarpini al chiodo.
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