Da virgulto del vivaio viola a trascinatore di altre piazze in Serie A, fino alla carriera da tecnico. La storia di Luca Vigiani.

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Ci sono calciatori che devono attraversare oceani e cambiare continente per inseguire il sogno di giocare nella Fiorentina. Luca Vigiani, invece, no. Nasce a Firenze il 25 agosto 1976 e cresce calcisticamente proprio nel settore giovanile viola, mettendosi in evidenza come centrocampista dinamico, capace di ricoprire più ruoli e accompagnare l’azione offensiva. Sono gli anni della Fiorentina di Claudio Ranieri, appena tornata in Serie A e costruita attorno ai gol di Gabriel Omar Batistuta, alla fantasia di Manuel Rui Costa e alle parate di Francesco Toldo. Per un ragazzo fiorentino del vivaio, arrivare a condividere lo spogliatoio con quei campioni rappresenta già qualcosa di speciale. Vigiani riesce però a compiere anche l’ultimo passo. Il 4 giugno 1995, nell’ultima giornata di campionato, Ranieri gli consegna infatti una maglia da titolare contro il Milan di Fabio Capello. Il giovane centrocampista ha appena diciotto anni e davanti si ritrova una formazione composta, tra gli altri, da Tassotti, Panucci, Maldini, Albertini e Donadoni. In quella Fiorentina sperimentale trovano spazio anche altri ragazzi del vivaio come Cristiano Zanetti e Francesco Flachi. Vigiani rimane in campo per tutta la partita, terminata 1-2 per i rossoneri: Melli porta avanti gli uomini di Capello dopo quattro minuti, Batistuta pareggia prima dell’intervallo, e Marco Simone decide la sfida su rigore nella ripresa. Quel pomeriggio, però, rimarrà contemporaneamente il punto di partenza e quello d’arrivo della sua esperienza nella prima squadra viola. Vigiani continuerà a giocare con la Primavera e nella stagione successiva conquisterà la Coppa Italia di categoria nella squadra allenata da Luciano Chiarugi, insieme, tra gli altri, a Cristiano Zanetti e Christian Amoroso. Con i grandi, invece, non avrà più altre opportunità: una presenza in Serie A, novanta minuti e nessun ritorno. Una meteora viola in piena regola, almeno limitandosi alla sua storia fiorentina.

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