La Fiorentina di Grosso atterrisce, zero gol fatti e 7 subiti nelle prime due partite. E se la Roma è una top, il Frosinone decisamente no
VIDEO VN - Cambiare non significa distruggere, ma qui è già tutto a pezzi
Il tempismo dell'intervista di Paolo Vanoli al Corriere dello Sport doveva essere perfetto, in occasione del Centenario, ma si è rivelato diabolico. Con Fabio Grosso in evidente affanno dopo la scoppola presa a Roma e un mercato che si sta accartocciando sul sostituto di Kean, queste parole hanno assunto tutt'altro peso specifico abbinate alle tre sberle dal Frosinone neopromosso, coi primi gol in Serie A di Raimondo e Bracaglia.
Quanto mi dispiace non essere a Firenze? 11. Perché me lo sono meritato. Volevo costruire una squadra a mia somiglianza, volevo interagire con il direttore ed ero convintissimo di poter portare la Fiorentina in alto, perché conoscevo bene l’ambiente. Ho lavorato sei mesi con una squadra che non avevo scelto io: il dispiacere sta lì.
La squadra, e soprattutto l'allenatore, l'ha scelta invece Fabio Paratici. E se come individualità, tra Atta, Oulai, Mastantuono per lo meno, non c'è niente male, manca tutto il resto, tutto ciò che è di competenza del tecnico. Che quantomeno sembra esserne perfettamente consapevole.
Sto battagliando tanto, dobbiamo mettere quelle fondamenta, abbiamo delle qualità ma dobbiamo strutturarci sotto tutti i punti di vista. Pensavamo di poter fare meglio, ma dobbiamo attraversare tante difficoltà e sfruttare le nostre occasioni senza dare l'impressione di poter incassare così tanto ogni volta.
Il problema Grosso, con un facile gioco di parole, è che la difesa imbarca in maniera terrificante, come se non peggio dell'anno scorso: questo mette in ombra quel poco di buono che è venuto fuori qua e là, i due pali sullo 0-1, delle giocate singole sporadiche. I dati forniti da Sofascore inquadrano bene la serata: più del doppio dei tiri totali degli avversari, quasi la metà dei tiri in porta. Qualcosa non funziona ed è evidente.
Una festa doverosa, nonostante la rabbia
E cosa fai, ti privi della festa dei 100 anni per via di questa disfatta? C'è chi l'ha fatto, ma il Centenario è più raro della cometa di Halley, non capiterà mai più. E allora via alla festa, con la rabbia e la delusione che pian piano si sono sciolte nell'amore per Batistuta, Rui Costa, Dunga, l'eterno capitano Davide Astori, ma che sono tornate quando Federico Russo ha richiamato in campo la prima squadra. In qualche modo, bisogna provare a tirar su la testa, ad accogliere Alieu Njie senza storcere il naso - col Milan è stato devastante, sembrava un altro rispetto al passato - e, se il post Kean dovesse essere qualcuno di diverso da Zirkzee, ovvero Beto o chi per lui, a non inondarlo di negatività. Se proprio andrà male, magari ci presenteremo a casa Vanoli come il ragazzo del meme col motorino e i palloncini a cuore a formare la scritta "SCUSA".© RIPRODUZIONE RISERVATA