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BERGAMO, ITALY - DECEMBER 28: Atalanta BC coach Raffaele Palladino looks on during the Serie A match between Atalanta BC and FC Internazionale at New Balance Arena on December 28, 2025 in Bergamo, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Pietro Serina, giornalista del Corriere della Sera, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per parlare del momento che sta attraversando l'Atalanta e del lavoro fatto da Raffaele Palladino in nerazzurro. Ecco le sue parole:
"I cicli finiscono, l'obiettivo era restare in Europa. La scelta sbagliata è stata fatta all'inizio con l'arrivo di Juric e, di conseguenza, l'Atalanta è uscita dai grandi circuiti. La squadra era stata costruita per confermarsi nell'Europa che conta, ma credo abbia reso meno di quanto tutti si aspettassero. Palladino? Crede moltissimo nei propri mezzi e ha una personale ambizione straordinaria. Da un lato è un bene, dall'altro rischia di farti dei danni. Proprio per questo ha rinunciato a firmare un contratto di 3 o 4 anni che gli era stato offerto dall'Atalanta. Come a dire: 'Sto bene qui, ma questo è solo un punto di passaggio per la mia carriera'."
"Bergamo non l'ha presa affatto bene, visto che parliamo di un ragazzo giovane e che la storia recente dell'Atalanta supera persino quella della Fiorentina. Palladino ha preso tempo, ha chiesto un contratto più corto e ha preteso delle clausole che gli permettessero di liberarsi in caso di chiamata da una big. Questa cosa è stata digerita male dalla società: dovrebbe essere lui a ringraziare l'Atalanta, non il contrario. Secondo me si andrà verso la separazione, non ci sono più le condizioni per proseguire. C'è da dire che, dopo la parentesi Juric, la squadra era messa male e Palladino ha risolto più di un problema. Però, nel momento di accelerare, dopo la grande vittoria contro il Dortmund, si è un po' incartato. Da quel momento, in campionato ha fatto gli stessi punti che aveva fatto Juric all'inizio. A Bergamo oggi non sappiamo quale sia il vero Palladino: se quello della striscia iniziale o questo tecnico in netta difficoltà."
"Un'altra cosa che non ci è piaciuta è stata la sua assenza alla finale di Coppa Italia Primavera tra Atalanta e Juventus. È venuto Spalletti da Torino e non si è presentato lui che era vicinissimo. Questa cosa a Bergamo non va giù, vista la nostra storia nel settore giovanile e, soprattutto, considerata la presenza in campo del figlio di Percassi."
Brescianini? È un giocatore di grande quantità e forza, ed esemplare per comportamenti. Per lo spogliatoio è stato un dispiacere vederlo andare via, però con tre allenatori diversi non è mai riuscito a trovare spazio; quindi, forse, l'Atalanta era uno scalino troppo alto per lui. Piccoli? Non può essere quello visto lo scorso anno con il Cagliari, altrimenti significherebbe che a Bergamo non abbiamo capito nulla e che lui è un fenomeno. Ma non può essere nemmeno quello, così spento, di quest'anno. Le sue caratteristiche sono il combattimento, la grande forza fisica e il gioco di testa. Non deve fare 20 gol all'anno, d'accordo, ma nemmeno così pochi: uno come lui, 10 o 12 gol in Serie A, li deve fare."
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