Bernardo Brovarone, intervenuto al Pentasport di Radio Bruno, ha criticato il momento viola e l’atteggiamento della squadra
FCIn1908&VN - Inter-Fiorentina, ancora testacoda: chiavi e insidie della sfida
Intervenuto ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno, Bernardo Brovarone ha analizzato il prossimo impegno viola contro l’Inter:
Personalmente, non sto vivendo un periodo molto acceso dal punto di vista della speranza e delle emozioni, sono un po’ sconfortato. Non so più che giustificazioni trovare al mancato atteggiamento professionale, agonistico, dinamico… Mi fanno tenerezza anche i dirigenti e la società perché, comunque, i loro sforzi li avevano fatti comprando giocatori che non sono di certo dei morti. Non so se il problema sia il nuovo allenatore, che personalmente non mi esalta e che ritengo essere un problema, ma non Vanoli, quanto più la mancanza di livellamento tra l’investimento per i giocatori e quello per un allenatore "ideale".
Una squadra non bella
La gente sta iniziando a stabilizzarsi su una visione della sconfitta. Questo perché vediamo arrivare squadre come Cagliari e Udinese, che sono squadre di calcio, che lottano, sputano sangue e protestano… Nei nostri non vedo questo. Se penso a una squadra bella, non penso sicuramente a noi.
Il lavoro di Paratici
Non si può fare un salto in due mesi. Paratici è arrivato a gennaio e ha provato a fare qualcosa nel mercato invernale, non riuscendoci, e quest’estate ha riprovato a ricostruire, a rifondare partendo da zero, facendolo attraverso, secondo me, una visione, oltre che energica e anche cinica, simile alla sua visione calcistica.
Il momento viola
La Fiorentina non può essere la squadra con la peggiore difesa in campionato, penultima in classifica. Sto iniziando ad arrendermi a questa situazione. Nessuno dice niente, nessuno ci spiega nulla. Vedo anche uno scollamento tra dirigenza, giocatori, giornalisti… Vedo tutta una serie di caselle separate, in cui ognuno fa il proprio interesse. Mi piacerebbe ritrovare la fiducia assoluta in quelle persone che sono incaricate della gestione della Fiorentina. Solo in questo modo si rasserenerebbe tutto l’ambiente e anche i giocatori, alla lunga, ne gioverebbero, perché c’è proprio la sensazione che questa squadra sia intimorita.
La dinamica allenatore
Voi avete la certezza che il ritorno di Vanoli non sia stato determinato esclusivamente da Paratici? C’è un bell’intreccio, non era una scelta facile confermare Vanoli. Ci sono i tempi che determinano: con Mourinho bisognava aspettare con il Real Madrid e sono andati lunghissimi. Paratici avrà parlato con tutti gli agenti mondiali vicini a lui, facendo riferimento alle 2-3 agenzie maggiori, perché tanto ti servi di quelle, tu direttore sportivo. Fanno la differenza quei rapporti lì, perché sono loro che decidono dove vanno i loro assistiti.
Scarica la nuova app Viola News
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti