Da Palladino a Vanoli, tanti errori di valutazioni
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La Fiorentina continua a cercare un equilibrio tra costruzione della rosa, idee tattiche e risposte del campo, un problema ricorrente dall’estate 2024. Con Palladino, dopo il triennio di Italiano, il progetto iniziale della difesa a tre produsse appena tre punti nelle prime quattro giornate. La svolta arrivò nell’intervallo di Fiorentina-Lazio: il passaggio al 4-4-2 portò al primo successo e aprì una serie da 28 punti in dieci partite. Nel finale di stagione, però, il malore di Bove e le esigenze tattiche legate a Dodô e Gosens spinsero verso un ritorno al 3-5-2 o al 3-4-2-1.
Pioli ripartì dalla difesa a tre e da un offensivo 3-4-2-1, ma i risultati portarono al suo esonero dopo dieci giornate. Vanoli trovò una soluzione soltanto dopo alcune settimane, passando al 4-1-4-1 e beneficiando del consistente mercato invernale, il primo con Paratici direttore sportivo. Il miglioramento difensivo fu evidente: dopo i 26 gol subiti nelle prime 15 partite, una media di 1,73 a gara, dalla prima vittoria contro l’Udinese arrivarono appena 24 reti incassate nelle successive 23, con una media scesa a 1,04.
Anche questa stagione il progetto iniziale è cambiato rapidamente. Grosso aveva portato da Sassuolo il suo 4-3-3, ma l’arrivo tardivo degli esterni, il mancato acquisto di un uomo davanti alla difesa e lo scarso feeling con la squadra hanno preceduto l’esonero. Il ritorno di Vanoli non ha ancora prodotto un assetto definitivo: resta soprattutto il dubbio tra una mezzala aggiuntiva e un trequartista offensivo, come mostrano le ultime due scelte, con Oulai nel 4-3-3 di Genova e Pedro Gonçalves nel 4-2-3-1 contro il Como. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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