Alla Fiorentina serve razionalità: il rischio sennò è quello di farsi travolgere dalla frenesia, dall'angoscia da risultato e dalla classifica

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Il momento, inutile girarci tanto attorno, è delicato. Perché la Fiorentina viene da due sconfitte di fila, perché dietro l'angolo c'è la domenica teoricamente più complicata del calendario e perché, la classifica, è brutta da far spavento. E poi ancora l'Atalanta, il Sassuolo (gara comunque complessa), e quindi la sfida con la (fu) Madama Juventus. Il rischio insomma, nemmeno tanto remoto, è quello di arrivare alla sosta di novembre nella stessa, identica situazione dell'anno scorso: ultimi, e con mille cattivi pensieri in testa.

Serviva un De Roon

Così è, se vi pare, e per questo ora come ora diventano fondamentali (come e più del solito) Fabio Paratici e Paolo Vanoli. Sono loro gli uomini che possono e devono prender per mano la squadra, aiutandola a non farsi prendere né dal panico né dall'ansia. Del resto, ormai è evidente a tutti: questa Fiorentina sul campo non ha leader ed è questo, più che il non aver acquistato il tanto chiacchierato medianaccio/interditore, l'errore più evidente commesso in estate. Sarebbe bastato prendere “un De Roon”, tanto per capirsi, senza pensare a chissà quale mega nome. Uno insomma capace di leggere i momenti della partita e di tenere in qualche modo le briglie di un gruppo tutto istinto, talento ed emotività. Ma tant'è. Quel giocatore non c'è e (durante i match) dev'essere l'allenatore a metterci mano.
Imbucata Vanoli

Più razionalità

Il rischio invece è che la carica di Vanoli (in assoluto un valore positivo, sia ben chiaro) finisca per mandare fuori giri i suoi. Non è un caso insomma che questa Fiorentina, come ha detto lo stesso mister, al primo episodio negativo vada “nei pazzi” per cinque, sette, dieci minuti. E' successo praticamente in tutte le partite. I viola prendono un gol, e quasi subito ne prendono un altro. Non solo. Anche domenica, in avvio di secondo tempo, Mastantuono e soci son partiti a trecento all'ora, come se mancassero dieci minuti e la partita fosse ormai quasi compromessa. Mancava invece un tempo intero, e la sfida era assolutamente aperta. Va benissimo il coraggio insomma, così come la voglia di osare, ma soprattutto in questo momento e con questa classifica Vanoli deve far lo sforzo di rendere un po' più razionale la sua creatura.

Il ruolo di Paratici

Vale per la gestione dei 90', e più in generale per la gestione di questo periodo. Il rischio sennò è quello (appunto) di farsi travolgere dalla frenesia, da quella (insana) angoscia da risultato e da una classifica che non può che portare altri guai. Paratici se n'è accorto, e in questi giorni lavorerà e sta lavorando proprio in questa direzione: trasmettere calma e serenità sia al tecnico che alla squadra, facendo loro presente che le prossime gare sono si un rischio, ma anche una grande opportunità. Pensate infatti cosa vorrebbe dire arrivare alla prossima sosta avendo raccolto un paio di grandi prestazioni con Inter e Juventus (che non vuol dire necessariamente vincere, ovviamente), unite magari a due risultati pieni (difficile, ma non impossibile) con Atalanta e Sassuolo. Di colpo, pur restando inevitabilmente in una zona pericolosa, i nuvoloni neri lascerebbero spazio a quei raggi di sole che nelle giornate uggiose d'autunno regalano pace e conforto.

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