Michael Kayode sul ricordo della Fiorentina, l'addio per il Brentford, il sogno Nazionale e il siparietto con Haaland
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Un legame indissolubile con i colori viola e una nuova vita in Premier League che lo sta consacrando ad altissimi livelli. Intervenuto ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, l'ex terzino della Fiorentina Michael Kayode ha tracciato un bilancio del suo percorso, tornando sui motivi del suo addio a Firenze, sulla crescita con i giovani viola e sul clamoroso impatto con il calcio inglese.
"La Fiorentina la guardo sempre, felice per Aquilani e i miei compagni"
"La Fiorentina la guardo sempre. Molti calciatori sono cambiati, ma alcuni miei compagni sono rimasti e mi fa sempre molto piacere seguirli. Ovviamente seguo anche tantissimi altri ragazzi con cui ho condiviso il campionato Primavera come Amatucci, Favasuli o Distefano: stanno facendo altre tipologie di percorso di cui sono veramente molto felice, come Favasuli che dopo Catanzaro è andato al Napoli o Amatucci in Spagna".
Un pensiero speciale è andato anche ad Alberto Aquilani: "Sono troppo felice per lui, se lo merita davvero. Ha un'idea di gioco fantastica. In Primavera ho fatto due anni con lui, abbiamo vinto trofei e siamo arrivati vicini allo Scudetto: per me è stato quasi un compagno. È stato fondamentale nella mia crescita e sono sicuro che si toglierà grandi soddisfazioni".
Il retroscena sull'addio: "Andare al Brentford è stata la scelta giusta"
Kayode si è poi soffermato sui retroscena del suo trasferimento in Inghilterra: "Andare in Inghilterra è stata senza dubbio la scelta giusta. Il Brentford è stato fondamentale: mi volevano già la prima estate in prima squadra alla Fiorentina dopo la stagione di esordio con Italiano, ma in quel momento per la società ero incedibile e anche io non vedevo motivi per andarmene. Avevo parlato con Palladino ed eravamo tutti felici della scelta. Poi le cose sono cambiate: i primi sei mesi di quella stagione non sono stati positivi e abbiamo fatto una scelta diversa, anche insieme al mio agente. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma il Brentford mi ha dato una mano incredibile. In Premier l'atmosfera e le strutture sono pazzesche, si vive un calcio completamente diverso rispetto all'Italia".
Il sogno Nazionale e la spinta di Bollini
L'esterno azzurro non nasconde le proprie ambizioni per il futuro: "La Nazionale maggiore? Sarebbe bellissimo poter ricevere la convocazione, un sogno a occhi aperti. Il vice di Mancini è stato il mio allenatore nelle giovanili azzurre: Bollini è un tecnico fantastico, dentro e fuori dal campo. Mi ha regalato la vittoria dell'Europeo Under 19, una delle emozioni più grandi della mia vita. Arrivare in Nazionale maggiore sarebbe il coronamento di un percorso. Lo dico chiaramente: poter vincere un Europeo con la Nazionale rappresenterebbe qualcosa di unico".
Le rimesse laterali e la battuta di Haaland
Infine, un simpatico retroscena tattico sulla sua dote celebre, le rimesse laterali "catapulta": "Sapevo di avere questo segreto... ma alla Fiorentina non veniva mai usata! In Inghilterra appena hanno visto come battevo le rimesse, mi hanno subito chiesto di farlo e di preparare schemi e tattiche. Abbiamo un membro dello staff che pensa esclusivamente ai calci piazzati e alle rimesse. Quando marcavo Haaland su un corner, mi si è avvicinato per chiedermi: 'Ma che diavolo di rimessa laterale hai?'. Siamo scoppiati a ridere. Anche Donnarumma a fine partita mi dice sempre: 'Non ti sopporto più, ogni volta devo difendere quella cavolo di rimessa...'. È bellissimo potersi confrontare con campioni così".
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