Il mercato della Fiorentina si chiude con 13 acquisti e tantissime cessioni, una squadra totalmente rinnovata: il giudizio del nostro editorialista

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VIDEO VN - Qualità e incognite, un mercato difficile da decifrare

Il mercato (forse) è finito. Andate in pace. Il forse è per la possibilità di intervenire sugli svincolati... e quindi su Brozovic... l'”andate in pace” è per i tanti che, negli ultimi giorni, si erano lasciati andare a qualche valutazione forse eccessiva, e sicuramente prematura. Il riferimento, va da sé, è alle operazioni in attacco, agli arrivi di Beto e Gnonto che tanto hanno fatto storcere la bocce, salvo poi tornare a sorridere per il colpo Gonçalves. E così si torna al concetto di “equilibrio”, e alla speranza (per il momento mi pare vana) di fare tutti un piccolo, grande, salto di qualità. Nel giro di 72 ore infatti si è passati dal “Paratici Dio in terra”, al “Paratici come Pradè”, per poi tornare a venerarlo. Possibile? Per quanto mi riguarda, per quel che vale, assolutamente no.

Paratici imbucata

13 colpi

E' stata un'estate lunghissima, che ha portato ad una rivoluzione senza precedenti. Un'estate nella quale sono arrivati 13 calciatori, a fronte di una 20ina di cessione. Il tutto, per un saldo negativo che si aggira sui 30 milioni. Alla fine insomma, se fosse andata in porto la cessione di Dodò e se fosse arrivata una proposta all'altezza per Fagioli, Paratici avrebbe chiuso praticamente a saldo 0. Un obiettivo del quale vi avevamo parlato a fine giugno, anche quando fioccavano botti e acquistoni. Niente di strano, sia chiaro, né di male. Perché un club come la Fiorentina non può (ancora) permettersi follie e l'obiettivo (complesso) sarà sempre quello: tenere insieme competitività e sostenibilità. Mica semplice, eppure proprio da questo punto di vista la strada intrapresa è finalmente quella giusta. Sono arrivati tantissimi giovani, con costi di gestione (leggasi ingaggi) molto più contenuti rispetto al recente passato e che possono e devono rappresentare un investimento enorme per il futuro. In termini tecnici, va da sé, ed economici.

Il giudizio

Per quanto mi riguarda quindi la valutazione di quanto fatto non può che essere positiva. Oppure c'è qualcuno che poteva immaginare che a Firenze arrivasse gente come Atta e Oulai, Mastantuono o Gonçalves? Certo, si può sempre fare di più. Certo, si può sempre far meglio. E' innegabile per esempio che le ultime due settimane siano state caotiche e complesse, così come nessuno può negare che aver detto di voler far partire Kean “solo se arriverà uno forte quanto o più di lui” abbia contribuito a generare quel clima di esagerato disfattismo del quale parlavo all'inizio. Eppure, nessuno mi toglie dalla testa che se a giugno ci avessero detto che sarebbero usciti Piccoli e Kean (qualcuno forse avrà capito che Lucci non è l'uomo nero... visto che anche grazie al suo lavoro sono entrati circa 60 milioni quest'estate) e che sarebbero entrati Pellegrino e Beto nessuno (o pochi) avrebbe gridato al disastro. Anzi. Perché io me lo ricordo, cosa si diceva quando è arrivato l'ex Parma. “Allora vuol dire che Kean parte”, era la convinzione comune.

Ora sta a Grosso

Il problema insomma come spesso capita è nato dalle aspettative. I botti di inizio mercato le hanno fatte schizzare verso l'alto, così come (ripeto) certe dichiarazioni. Quel che conta però è il risultato finale e se è vero che tra Kean e Beto c'è (in teoria) una differenza di potenziale, è altrettanto evidente che il reparto offensivo nonostante le difficoltà ne sia uscito complessivamente migliorato. Lo dico perché magari qualcuno si è scordato che l'anno scorso c'erano Solomon, Harrison, Kean (finché non è sparito), Piccoli e Gudmundsson, mentre oggi Grosso ha a disposizione Beto, Pellegrino, Gonçalves, Mastantuono, Njie e Gnonto. Per non parlare del centrocampo. Certo, da qua al diventare squadra ce ne passa, e le prime giornate di campionato stanno lì a dimostrarlo. Il materiale però è buono, adattabile a diversi “abiti” e a diversi stili di gioco. L'importante, ora che il mercato è chiuso, è che Grosso trovi rapidamente una strada (qualunque essa sia) e la segua con convinzione e determinazione.

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