Dusan Vlahovic fa i conti con le prime critiche, ma a 19 anni ha diritto di sbagliare. E Montella vuole insistere
VIDEO VN - Vlahovic: "L'affetto dei tifosi viola mi dà grande carica. Amo Firenze"
Esaltato, invocato, criticato. A 20 anni da compiere Dusan Vlahovic fa i conti con le prime grandi pressioni e con i primi mugugni di chi ha già sentenziato: "Non ha il fiuto del gol" o se non altro "Non è ancora pronto". E' il calcio al tempo dei social, ma se sei un millennial, come il serbo, non puoi certo sorprenderti. Il problema è che la smania di spaccare il mondo (cit. Montella) rischia di giocare brutti scherzi al numero 28 della Fiorentina. Fin qui 2 gol in campionato e 2 in Coppa Italia, frutto di due doppiette, poi altre 10 presenze senza reti, ma fatte di molti spezzoni. Se l'attacco viola sta facendo flop non si può certo imputare a Vlahovic, semmai a Boateng e a Pedro (o meglio a chi l'ha preso/non lo fa giocare). Perchè di giocatori classe 2000 che stanno facendo meglio del serbo ce ne sono pochi in circolazione, in Serie A tanto per intendersi solo Kulusevski ha segnato di più, 3 gol (giocando molto di più). Del resto è risaputo che i centravanti hanno bisogno di tempo per trovare continuità sotto porta, così è stato anche per i grandi bomber di oggi, da Immobile a Lautaro passando per Zapata. E allora coraggio Dusan, un ragazzo su cui Montella ha deciso di puntare forte e che anche a Torino guiderà l'attacco della Fiorentina. Una responsabilità ma anche un privilegio. IPSE DIXIT BOATENG: "VLAHOVIC SEMBRA IBRA"
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