La nuova vita di Alex Jimenez con Vanoli: il rendimento dello spagnolo è l'emblema del risultato del cambio in panchina

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Come Vanoli esalta Jimenez

Il concetto è quello già osservato a Venezia e riproposto contro il Napoli. La Fiorentina parte da un 4-3-3, ma in possesso cambia struttura.

La linea difensiva si trasforma in una difesa a tre: il terzino sinistro (Spesso Viery) stringe accanto ai due centrali, mentre Jimenez rimane più alto sulla destra, con libertà di accompagnare l’azione.

Contro il Napoli la struttura era composta da Viery, Dragusin e Ranieri dietro, con Fagioli e Ndour a protezione davanti alla difesa. È il famoso 3+2: tre uomini alle spalle e due centrocampisti a garantire copertura e prevenzione.

Davanti, invece, spazio alla qualità. Ed è qui che Jimenez assume un ruolo particolare. Non è più soltanto il terzino chiamato a percorrere tutta la fascia partendo da dietro. Diventa quasi un esterno aggiunto, un giocatore che può ricevere alto, attaccare la profondità, combinare con gli uomini offensivi e arrivare in area.

Una libertà che gli permette di sfruttare una delle caratteristiche che lo hanno accompagnato fin dai tempi del settore giovanile del Real Madrid: la capacità di giocare in verticale e di attaccare gli spazi con grande intensità.

Il vero merito di Vanoli

La rete contro il Napoli è stata la fotografia perfetta di quanto detto precedentemente. Jimenez sulla palla deviata di testa da Ndour, non si trova ancorato nella propria posizione, ma estremamente avanzato, in un fase di grande pressione individuale e collettiva. Sul suo tiro Rafa Marin fa il resto, deviando casualmente verso la sua porta, ma ciò che più conta è analizzare e capire il motivo per cui Jimenez si trovasse sullo spigolo destro dell'area avversaria.

E' un diktat del calcio di Vanoli o un vestito cucito su misura per lo spagnolo? I tempi di lavoro con il nuovo tecnico ci spingono verso la seconda risposta. Ciò non significa che Vanoli non abbia un'idea di calcio orientata in questa direzione; anzi, questa gestione avvalora ancora di più il suo operato. Capire in pochi giorni che tipo di giocatore hai davanti facendolo rendere in base alle sue caratteristiche è un enorme plus al lavoro di un tecnico. Vanoli è stato eccezionale nel capire questo e nel costruirgli intorno un insieme di giocatori, e dunque caratteristiche, adatti ad integrarlo perfettamente.

E ciò che è cambiato veramente, infatti, non è la propensione offensiva di Jimenez. Già contro il Frosinone si era notata. Le tante discese - qualitativamente di livello - dentro il campo e sulla destra non sono mai state supportate offensivamente e difensivamente dai compagni. Il risultato? Jimenez si incaponiva, sbatteva (nel caso eclatante del Frosinone) contri il muro gialloblu e la Fiorentina subiva terribilmente le ripartenza degli uomini di Alvini. Due passaggi e si liberava, in attimo, l'uno contro uno di Kvernadze e Fini direttamente contro i difensori centrali viola.

Con Vanoli, dunque, non è cambiato Jimenez ma la struttura attorno a lui (così come per Mastantuono & Co).

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