Paolo Vanoli incorona Oulai dopo il Pisa: "Per me è un piccolo Kanté". Analisi su analogie, differenze e idee tattiche per la Fiorentina

ACF Fiorentina v Pisa SC - Coppa Italia

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La netta vittoria per 3-0 nel derby di Coppa Italia contro il Pisa ha regalato alla Fiorentina il passaggio del turno, ma soprattutto ha incoronato definitivamente il suo nuovo faro di centrocampo: Christ Inao Oulai. Premiato come migliore in campo pur senza iscrivere il proprio nome nel tabellino dei marcatori, il classe 2006 ivoriano ha sfoderato una prestazione importantissima al Franchi, spingendo il tecnico Paolo Vanoli ad un paragone illustre a fine gara: "Per me è un piccolo Kanté, io l'ho allenato al Chelsea (dal 2016 al 2018, ndr) e lo conosco. Ma N'Golo ragionava di più, Oulai va frenato ma ha ampi margini di miglioramento. Nel calcio moderno si può fare tutto, anche farlo giocare con Fagioli. Ma serve equilibrio".

Oulai; Kanté

Il modello Kanté al Chelsea: moduli, compagni e il vuoto "alla Matic"

L'esperienza di Vanoli al Chelsea, da collaboratore di Antonio Conte, fornisce una chiave di lettura fondamentale per capire cosa cerchi il mister in Oulai. Sotto la guida di Conte, N'Golo Kanté fu inizialmente schierato come unico perno in un 4-1-4-1 o 4-3-3 con cui i Blues vinsero solo tre delle prime sei gare. La svolta epocale arrivò con il passaggio al 3-4-3, dove Kanté esplose come perno centrale al fianco di Nemanja Matic. Quel cambio d'assetto accentuò l'onnipresenza del francese e portò il Chelsea a vincere l'84% delle restanti partite, conquistando il titolo. L'anno successivo, a far coppia con lui arrivò Tiemoué Bakayoko.

Il dettaglio interessante? Nome ed identikit come quelli di Matic, un frangiflutti fisico e strutturato, tornano d'attualità perché spesso, sotto la gestione di Fabio Grosso, si è sottolineato come alla Fiorentina mancasse proprio un profilo del genere. Oggi Vanoli non ha in rosa muscoli e centimetri del genere, e deve adattare il suo "piccolo Kanté" a compagni dalle caratteristiche completamente diverse come Nicolò Fagioli, mandando Oulai a rilevare anche mansioni di pura rottura.

Punti di contatto: quantità, visione e verticalità

L'esplosione di Oulai si inserisce a pennello nel nuovo corso viola targato Vanoli, arrivato per spazzare via i fantasmi di un avvio di stagione da incubo sotto la gestione di Fabio Grosso. Proprio come Kanté, il contributo del giovane viola non si misura nei numeri offensivi, ma nella mole impressionante di duelli vinti e transizioni avversarie soffocate sul nascere. Oulai è un centrocampista moderno, forte fisicamente e velocissimo di pensiero: difensivamente è un martello, strappargli la palla è un'impresa grazie alla sua tecnica di base, e quando recupera la sfera non perde mai tempo in stucchevoli orizzontalità, puntando subito la verticalizzazione. Queste le sue statistiche contro il Pisa, fornite da Sofascore:

Ma le similitudini con Kanté non si fermano al rettangolo verde: anche sul piano caratteriale l'analogia è lampante. Tutti conoscono la leggendaria umiltà di N'Golo, dalle foto con il telefono scheggiato prima delle gare, alle utility car con cui si presentava ai raduni fino alla timidezza quasi imbarazzata nel chiedere di scattare una foto con la Coppa del Mondo per non disturbare i compagni in festa. Oulai sta mettendo in mostra una radicata genuinità e umiltà, persino a fine partita, mentre i compagni lo spingevano a prendersi gli applausi sotto la Curva, Oulai è apparso quasi timido e imbarazzato da tanta luce dei riflettori.

Le dissonanze: la gestione dei ritmi

Dove differiscono, al momento, il maestro francese e il giovane allievo viola? Principalmente nel ragionamento tattico e nel controllo della foga. Se Kanté era un maestro nel dosare le energie e capire quando schermare senza scoprirsi, Oulai ha ancora quella frenesia giovanile che Vanoli punta a limare ("va frenato", ha sottolineato il mister). L'obiettivo del tecnico è insegnargli a gestire i momenti della partita per poterlo schierare con continuità al fianco di Nicolò Fagioli: una cerniera di centrocampo che combinerebbe la geometria pura dell'ex Juventus con l'esplosività di un potenziale "piccolo Kanté".

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