"Dopo un episodio negativo la squadra si spegne per cinque-sei minuti”, dice Vanoli: e le reti subite dalla Fiorentina, di fatto, raddoppiano
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Meno dieci. Non è la temperatura esterna (sarebbe un dramma se lo fosse). Bensì la differenza tra gol fatti (9) e subiti (19) dalla Fiorentina in queste prime otto giornate di campionato che hanno fruttato quattro, miseri punti in classifica. Per Paolo Vanoli la lista dei problemi da risolvere è lunga, ma non c’è dubbio che la priorità sia la fase difensiva (attenzione, non difesa). Inutile girarci tanto intorno: diciannove palloni raccolti da David De Gea dal fondo del sacco non sono tanti, ma troppi. Decisamente troppi. Difficile andare lontano con più di due reti subiti a partita (IL FOCUS). Urge, in primis, abbassare la saracinesca. Un gol (almeno) a favore, prima o poi, arriva sempre o quasi, per bravura e/o fortuna.
Uno-due come regola
C’è un dato, più di ogni altro, che fotografa alla perfezione le difficoltà e la scarsa tenuta mentale della Fiorentina. Sei volte su otto, ovvero in tutte e sei le partite perse, due dei gol subiti sono arrivati a distanza di meno di un quarto d’ora l’uno dall’altro. Rivediamoli: Malen tra il 52’ e il 60’ nella sconfitta per 4-0 contro la Roma all’esordio; Raimondo al 26’ e Bracaglia al 38’, Mandragora al 74’ e Che Adams all’82’ nei colpacci, rispettivamente, di Frosinone e Torino al Franchi; Osmajic al 7’ e Messias al 15’ nella vittoria del Genoa per 2-1 al “Ferraris”; Liberali al 32’ e Nico Paz al 36’ nel discusso successo del Como a Firenze; infine Thuram al 91’ e Zielinski al 98’ nella rimonta dell’Inter.Un gol si recupera, due...
Numeri “inquietanti” e sportivamente drammatici che non fanno altro che confermare quanto la Fiorentina sia instabile e debole. Come se quei gol avessero spazzato via De Gea & co. come una tempesta. D’altronde è stato lo stesso Paolo Vanoli, dopo il ko contro il Como, a sottolineare la fragilità dei suoi ragazzi: “Oggi la partita è stata cambiata da un episodio (l’1-0 di Liberali, ndr), ma quello che mi dà fastidio è che dopo un episodio negativo la squadra si spegne per cinque-sei minuti”. Il tecnico gigliato deve lavorare su tanti aspetti. Fra questi: cercare di mantenere accesa la luce. Rimontare un gol è possibile. Lo è anche se le reti al passivo sono due, ma in questo caso la faccenda assume i connotati del gran premio della montagna. Specialmente se non ti chiami “Inter”.© RIPRODUZIONE RISERVATA