L'allenatore della Fiorentina è davvero il principale responsabile della sconfitta di San Siro?

MILANO STADIO SAN SIRO SERIE A INTER VS FIORENTINA

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È tutta colpa di Paolo Vanoli. Questo sarebbe il commento più semplice da fare in questa giornata post Inter-Fiorentina, in cui l’amarezza per una sconfitta beffarda la fa da padrona. La squadra viola continua a perdere e l’arbitraggio della sfida contro il Como, finito al centro delle critiche dei tifosi, ha lasciato il posto a quello che viene considerato il principale responsabile della sconfitta di San Siro: Paolo Vanoli.

L’allenatore della Fiorentina, infatti, viene accusato di aver sbagliato atteggiamento nel finale di partita, coprendosi troppo e lasciando troppo campo alla capolista. In più, il doppio cambio con gli ingressi di Dodò e Gnonto ha scatenato l’ira della critica per le uscite di Mastantuono e Jimenez, considerati da molti i migliori del match.

Vanoli grafica

Insomma, sarebbe così semplice sparare a zero sul tecnico ex Torino, mettendolo spalle al muro in vista della sfida decisiva di giovedì contro l’Atalanta. Tutto così bello, ma anche distruttivo. Premesso che siamo nell’ambito delle opinioni, amplificare la rabbia e le accuse in questo momento potrebbe incidere negativamente su una Fiorentina che deve rialzarsi al più presto.

Cerchiamo di analizzare la sconfitta di San Siro senza pretendere la testa di Vanoli su un piatto d’argento. Partiamo dai cambi: Pongracic lascia il campo per un infortunio e qui Vanoli può fare ben poco. Jimenez? Per due volte chiede all’allenatore di uscire, prima e dopo il gol. Vanoli insiste in entrambi i casi, lasciandolo in campo, ma poi ascolta il proprio giocatore e fa entrare Dodò.

E poi, siamo così sicuri che Mastantuono abbia fatto così tanto più di Gnonto? Vero, l’argentino lotta per tutto il campo e sembra uno dei pochi capaci di inventarsi la giocata, ma ieri quella giocata non è arrivata. Gnonto è entrato e ha sfiorato il gol del raddoppio: un’occasione colossale che l’ex Real non è mai riuscito a creare durante la gara. Sono stati così assurdi, quindi, questi cambi?

Forse qualche rimprovero si può muovere sull’atteggiamento. Puoi inserire Dodò e Gnonto, ma devi almeno provare ad attaccare, senza serrarti in difesa in attesa del triplice fischio. Anche qui, però, ci sarebbe da discutere. Perché, anche senza quell’assetto difensivista, la Fiorentina ha sofferto eccome l’Inter di Chivu. Nel calcio non sempre vince chi lo merita e portare a casa quei tre punti sarebbe stato oro. Ma la Fiorentina non ha cominciato a soffrire per l’atteggiamento scelto da Vanoli nel finale: era già in difficoltà prima.

Sia chiaro: nessuno sta dicendo che Vanoli non abbia colpe, ma da qui a considerarlo il principale responsabile ce ne passa.

Perché Beto è in queste condizioni? Perché puntare su giocatori come Viery e Valdepenas se l'ambiente non può permettersi di aspettare la loro crescita? Perché Oulai ci mette così tanto ad adattarsi al calcio italiano? Questi a cui Vanoli non può rispondere, perché non è compito suo. Quindi se proprio vogliamo dare la colpa a qualcuno, va data a "tutta" la Fiorentina e non a un singolo.

Non va dimenticato che di fronte c’era l’Inter, la capolista che quest’anno ha rimontato contro chiunque. Forse, se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, la Fiorentina è stata, insieme alla Roma, la squadra che ha messo maggiormente in difficoltà i nerazzurri.

Detto ciò, la Fiorentina adesso non ha bisogno di colpevoli, ma di pazienza e speranza. Perché, dopo la sfida con il Como, anche a San Siro si è visto qualcosa: una Fiorentina con una sorta di equilibrio, con un potenziale. Adesso manca solo il risultato, con la speranza che possa arrivare contro l’Atalanta.

Dopotutto, non serve temere le ombre, perché indicano che c’è una luce nelle vicinanze. Non resta che aspettare.

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