- Squadra
- Nazionali
- Calciomercato
- Statistiche
- Coppa Italia
- Social
- Comparazione Quote
- Redazione
esclusive
Paratici “stressa” il bilancio, Commisso all’attacco: cifre e visione alla lunga
Con l’annuncio di qualche giorno fa dell’acquisto di Viery, la Fiorentina ha dato il via al suo mercato estivo. Una sessione nella quale, oltre alla necessità di piazzare i numerosi esuberi, i viola dovranno inserire nuovi innesti. Innesti che serviranno a migliorare la squadra nei ruoli più scoperti o in quelli destinati a perdere elementi ormai vicini all’addio.
L’acquisto del brasiliano dimostra che la nuova Fiorentina guidata da Fabio Paratici ha coraggio e non teme di investire cifre importanti per giocatori ritenuti funzionali al progetto tecnico di Grosso. Lo confermano anche le ultime indiscrezioni di mercato, che avvicinano Koelosho e Thorstvedt al Viola Park e confermano l’approccio aggressivo con cui Paratici ha iniziato questa sessione. Del resto, con i suoi 15 milioni (potenzialmente 17), Viery è diventato il difensore più costoso della storia centenaria viola.
Un investimento che dimostra come i rubinetti della famiglia Commisso, almeno per il momento, siano ancora aperti. Ma è proprio qui che nasce la provocazione: e se la vera sfida, alla lunga, non fosse comprare ancora, ma valorizzare ciò che la Fiorentina ha già in casa?
Gli investimenti fatti in questi giorni non sono il punto della questione. Dopo una stagione da rifondare è normale che la Fiorentina intervenga sul mercato con decisione. Il vero interrogativo riguarda ciò che verrà dopo: servirà davvero continuare a investire con la stessa intensità oppure parte delle risorse potrà arrivare dall’interno?
Contrariamente a quanto spesso si racconta, la Fiorentina negli ultimi anni ha investito una quantità considerevole di denaro. Da quando il club è passato sotto la gestione di Rocco Commisso prima e della sua famiglia poi, il bilancio degli ultimi sei esercizi registra un utile netto complessivo negativo di 42,2 milioni di euro. Solo il 2022 si è chiuso con un risultato positivo, mentre i debiti a breve termine sfiorano gli 83 milioni di euro.
I soldi, quindi, sono stati spesi. Il problema è stato il modo in cui sono stati spesi. Sicuramente la costruzione e la gestione del Viola Park rappresentano un costo molto rilevante. Anche la squadra femminile incide sul bilancio, ma si parla di pochi milioni all’anno.
Il vero problema è stato la gestione della rosa. Gli ultimi due mercati estivi hanno comportato investimenti ingenti e una riduzione delle cessioni, senza però tradursi in un miglioramento dei risultati sul campo. Il culmine è stato raggiunto nella scorsa stagione: quasi 100 milioni investiti e una Fiorentina costretta a lottare fino all’ultimo per evitare la retrocessione.
È probabile che Paratici adotti un approccio molto diverso rispetto a quello di Pradè. Una cosa, però, appare certa: non potrà permettersi di spendere senza limiti. Innanzitutto perché, al 4 luglio, la Fiorentina ha già investito circa 40 milioni di euro e la cifra sembra destinata a crescere nei prossimi giorni. Inoltre, il club ha appena ricevuto unapesante sanzione dalla UEFAper aver violato il regolamento del Fair Play Finanziario relativo ai ricavi.
Paratici sta investendo da subito e lo sta facendo con coraggio. Prima o poi, però, dovrà trovare il modo di generare entrate attraverso le cessioni, altrimenti sarà difficile per la Fiorentina sostenere questi ritmi di spesa. Quali possono essere, allora, le alternative?
Alla luce di queste difficoltà, è lecito chiedersi quali possano essere le soluzioni a basso costo sulle quali il DS viola potrebbe puntare per rinforzare la rosa in maniera sostenibile. Una delle ipotesi più interessanti e praticamente a costo zero sarebbe quella di valorizzare il vivaio viola, offrendo ai giovani l’opportunità di misurarsi con la prima squadra.
Storicamente la Fiorentina ha fatto del proprio settore giovanile una delle principali risorse sia sportive che economiche, e anche in una situazione come questa potrebbe tornare a esserlo. La vittoria dello Scudetto Primavera, conquistato dopo 43 anni di attesa, certifica il valore tecnico del vivaio.
L’idea, più volte manifestata dall’ex DS bianconero, di creare una formazione Under 23 potrebbe rappresentare il tassello mancante tra il vivaio e la prima squadra. Un percorso che consentirebbe ai migliori talenti viola di misurarsi con il calcio professionisticosenza interromperne la crescita attraverso prestiti spesso poco formativi.
In quest’ottica, una squadra Under 23 non sarebbe soltanto un investimento sul futuro, ma uno strumento concreto per ridurre, nel tempo dato che non si tratta di un progetto a brevissimo termine, la necessità di intervenire sul mercato. Consentirebbe infatti ai migliori prospetti di crescere in un contesto professionistico, arrivando in prima squadra con un percorso già strutturato. Per esempio, giocatori come Croci o Beldenti, nonostante la giovane età, potrebbero trovare spazio, competendo nel calcio "dei grandi" già prima dei canonici vent’anni.
In un calcio italiano che continua a interrogarsi sulla reale capacità di valorizzare i propri talenti, la direzione non è più rimandabile. Paratici si trova davanti a una sfida complessa, ma anche a un’occasione concreta: dimostrare che esiste un modello alternativo al solo ricorso al mercato. E forse, la risposta è più vicina di quanto si pensi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA