Una Fiorentina ancora in fase di completamento, come spiegato da Mateo Pellegrino: cosa manca per arrivare al top

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Atta, dalle condizioni fisiche al ruolo

Arthur Atta è uno dei maggiori punti interrogativi di questo avvio di stagione della Fiorentina, lo abbiamo già detto e ripetuto più volte. Questo giocatori, già in ritiro, aveva lasciato tutti a bocca aperta per le sue qualità, ma da quando è iniziata la stagione vera e propria ha sempre dovuto fare i conti con tanti e piccoli acciacchi fisici, che gli hanno fatto saltare anche l'ultima amichevole (IL MOTIVO). E lo stesso centrocampista lo ha notato, rispondendo così a al Corriere Fiorentino: «Ne sono consapevole. Mi manca il gol, tantissimo. Ci sono andato vicino, qualche volta ho sbagliato e in altre sono stato sfortunato. Devo incidere di più, devo mettermi nelle condizioni di fare la differenza. Ho avuto qualche problema muscolare ma ora sto bene e sono convinto che questa sosta mi servirà per entrare in forma». Il calciatore, già da qualche settimana, sta continuando a svolgere un programma individuale di lavoro, con l'obiettivo di essere al top della forma fisica al rientro dalla sosta.

L'altro aspetto è legato alla posizione in campo, perché Atta a Udine ha sempre fatto la mezzala e adesso, con Vanoli, sta giocando più da trequartista. Anche se, agli inizi della sua carriera, ha giocato come centrocampista centrale. Dunque, si tratta di un calciatore molto duttile da quel punto di vista. Queste, infatti, le sue dichiarazioni di qualche giorno fa, sempre al Corriere Fiorentino: «Ho iniziato centrocampista centrale, ma ormai sono abituato a giocare mezzala. Lì mi trovo bene perché partendo da dietro ho più spazio e possibilità di incidere, a Udine poi ho avuto un maestro come Runjaic: lui è stato fondamentale, mi ha spinto a determinare le partite e a fidarmi delle mie qualità. Giocare dietro alla punta comunque mi piace, avrò bisogno di trovare i movimenti giusti, ma mi metto a totale disposizione. Per me sarà un’altra occasione per crescere». Pur non avendolo mai fatto, dunque, Atta è pronto a crescere e migliorarsi, ascoltando i consigli di Paolo Vanoli.

Poi, ha anche risposto ad una domanda legata ad un possibile centrocampo formato da lui, Fagioli e Oulai, sottolineando che possono coesistere, "ma che tutto passa dal concetto di restare connessi e pensare da squadra".

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