Mario Suarez, che fine ha fatto? Scopriamolo nella nostra rubrica, Meteore Viola
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Dal ritiro al Camino
Per Suarez l'avventura fiorentina dura solo 6 mesi. Dopo di che inizierà a girare, tra Watford, Valencia ed una parentesi in Cina (molto in voga in quegli anni). Il tutto per poi tornare a casa sua, ma in un'altra versione. Nel 2019 Mario Suarez si accasa al Rayo Vallecano, la terza squadra di Madrid, salita recentemente alla ribalta per la finale di Conference League. Dopo aver contribuito alla causa del Rayo, Suarez si ritira nel 2023, non prima di essersi legato alla gente di Vallecas. Suarez è una persona che va decisamente oltre il campo da gioco, come dimostrato nel 2020, quando negozia le condizioni contrattuali dei dipendenti del Rayo, in piena crisi da Covid: "Abbiamo dovuto minacciare uno sciopero perché non volevano pagarci la nostra parte. Ci siamo offerti di pagare noi stessi i dipendenti del club, ma hanno rifiutato anche quello. Sono successe cose che non sarebbero dovute succedere e che avrebbero dovuto essere risolte più semplicemente". Adesso Suarez ha scelto l'altra metà del campo, quella di opinionista, sia per tv estere, che per le emittenti spagnole. Nel frattempo ha avviato anche un suo progetto indipendente, un interessantissimo podcast, chiamato, El Camino de Mario. Podcast dal quale sono passati moltissimi grandi calciatori, attuali e non. Lo scopo è uno, raccontare le storie dietro i calciatori, scoprire il lato umano delle star del calcio. Il primo ospite? Naturalmente un grandissimo amico, Radamel Falcao, compagno sia all'Atleti che al Rayo (portato a Vallecas proprio da Suarez). Da mediano duro a podcaster sincero e profondo, un cambiamento che nasconde una personalità completa. La sua esperienza a Firenze non è stata ricca di successi, ma Suarez di soddisfazioni se ne è tolte parecchie: "Da bambino sognavo di giocare per l'Atlético Madrid, vincere titoli, segnare al Calderón e giocare per la nazionale. Per fortuna, sono riuscito a realizzare tutto questo. I momenti più belli sono stati i titoli. Non solo quando li abbiamo vinti, ma quando li abbiamo portati a casa al Calderón".
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