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Che fine ha fatto? Salcedo, “el Titan” che s’è perso tra festini e drammi familiari

Matteo Torniai Redattore 

È il 21 agosto 2016 quando il direttore dell’area tecnica Pantaleo Corvino decide di rinforzare il reparto arretrato della Fiorentina assicurandosi Carlos Salcedo dal Chivas con la formula del prestito con diritto di riscatto.

Classe 1993, nato a Guadalajara, Salcedo arriva a Firenze dopo aver disputato anche le Olimpiadi di Rio con la nazionale messicana e viene presentato come un difensore centrale moderno, capace all’occorrenza di giocare anche da terzino destro.

Le sue prime parole ai canali ufficiali del club raccontano tutta l’emozione del momento:

“Sono molto felice. Purtroppo a Rio con il Messico non siamo riusciti a vincere una medaglia, ma adesso sono entusiasta di essere arrivato in questo grande club.”

Poi un sorriso sul curioso soprannome che lo accompagna fin dagli inizi della carriera.

“Mi chiamano ‘Titan’. È nato grazie a un mio compagno di squadra e mi piacerebbe che anche i tifosi della Fiorentina continuassero a chiamarmi così.”

“Un piccolo Chiellini"

L’arrivo del difensore messicano incuriosisce subito gli addetti ai lavori. Diversi esperti di calcio sudamericano ne parlano con entusiasmo, sottolineandone soprattutto le qualità fisiche e caratteriali.

Alessandro Manfrecola, intervistato nel 2016 da Violanews pochi giorni dopo il suo approdo in Italia, spende parole importanti sul suo conto, arrivando perfino ad accostarlo - con tutte le dovute proporzioni - a Giorgio Chiellini.

La sensazione generale era quella di un investimento dal grande potenziale, tanto che l’eventuale riscatto fissato intorno ai sei milioni di euro veniva considerato una cifra assolutamente sostenibile per un difensore giovane e con ampi margini di crescita.

L’impatto in viola e quella pazza notte del 5-4 contro l’Inter

L’avventura di Carlos Salcedo con la Fiorentina inizia positivamente. Il debutto ufficiale arriva il 15 settembre 2016 in Europa League contro il PAOK Salonicco, mentre pochi giorni dopo esordisce anche in Serie A nella sfida casalinga contro il Milan.

Nei primi mesi Paulo Sousa gli concede spazio con continuità e il difensore messicano risponde con prestazioni solide, sfruttando soprattutto la propria fisicità e l’aggressività nei duelli individuali. Con il passare delle settimane, però, il suo impiego diminuisce progressivamente e nella seconda parte della stagione finisce spesso ai margini delle rotazioni.

Alla fine dell’annata il suo bilancio si chiude con 18 presenze in Serie A, due in Europa League e un assist, per un totale di 1.481 minuti giocati.

Proprio quell’unico assist arriva in una delle partite più folli e spettacolari della storia recente della Fiorentina: il clamoroso 5-4 contro l’Inter del 22 aprile 2017. È Salcedo a servire Khouma Babacar per la rete del momentaneo 5-3, in una serata entrata di diritto nella memoria dei tifosi viola.

Anni dopo, ripensando alla sua esperienza fiorentina, sarà proprio quella la partita che ricorderà con maggiore affetto.

“Accadde di tutto: andammo sotto, sbagliammo un rigore e poi riuscimmo a ribaltarla grazie a un gol di Davide.”

Il mistero delle panchine e la sua versione

Dopo un buon avvio di stagione, Salcedo perde progressivamente posto nelle gerarchie. Una scelta che sorprende molti osservatori e che lo stesso difensore prova a spiegare pubblicamente nel gennaio 2017.

Intervistato da Fox Sports Messico, il centrale racconta infatti che dietro alle sue esclusioni ci sarebbero anche questioni legate al mercato e alla trattativa tra Fiorentina e Chivas per il suo eventuale riscatto.

“Il mio agente è venuto in Italia e stiamo cercando un accordo vantaggioso per me, per la Fiorentina e per il Chivas. Ho saltato alcune partite a causa di situazioni contrattuali tra i due club, ma sono aspetti che vanno oltre la mia competenza. Io penso soltanto ad allenarmi e a dimostrare il mio valore con la Fiorentina e con la nazionale.”

Una versione che fece discutere all’epoca, senza però modificare il corso degli eventi. Al termine della stagione, infatti, il club viola decide di non puntare definitivamente su di lui.