Come l'ingresso di Pedro Goncalves ha cambiato la Fiorentina: come e dove schierarlo, a Vanoli ora la patata bollente
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Dal 4-3-3 al 4-2-3-1: cambiano gli interpreti, non i principi
Il passaggio al 4-2-3-1 non rappresenterebbe una rivoluzione per la Fiorentina di Vanoli. La fase di non possesso, infatti, può mantenere molti dei concetti già visti nel suo primo 4-3-3 a Venezia (LE INDICAZIONI TATTICHE).
Gli esterni offensivi continuerebbero ad avere responsabilità importanti nel ripiegamento. La squadra potrebbe abbassarsi in un 4-4-2, con il trequartista (Goncalves) che si avvicina alla punta, oppure trasformarsi in un 4-5-1, con Goncalves eventualmente chiamato ad abbassarsi sulla linea dei centrocampisti (ruolo già ricoperto in carriera per 80 volte).
La vera differenza arriverebbe dunque soprattutto in possesso. Con due mediani alle spalle del trequartista, Vanoli avrebbe la possibilità di concentrare maggiormente la qualità nella zona centrale del campo, mantenendo contemporaneamente la possibilità di sfruttare l’ampiezza attraverso gli esterni.
Anche il principio del 3+2 in fase di costruzione e di prevenzione potrebbe essere riproposto. Un terzino, con particolare riferimento alla soluzione già vista con Viery, potrebbe stringere accanto ai due centrali formando la linea a tre, mentre davanti alla difesa resterebbero i due centrocampisti. Sul lato opposto, Jimenez avrebbe invece maggiore libertà di avanzare e accompagnare l’azione.
La struttura, quindi, potrebbe assumere una conformazione del genere: tre difensori in costruzione, due centrocampisti davanti alla difesa e cinque giocatori più offensivi pronti ad attaccare gli spazi, con il terzino destro (Jimenez, o chi per lui) libero di inserirsi e i tre uomini sulla trequarti alle spalle della punta.
Fagioli più Oulai (o Ndour): la mediana è già definita?
La trasformazione porta inevitabilmente a interrogarsi sugli interpreti. In un centrocampo a due, Fagioli sembra destinato a rappresentare uno dei punti fermi, mentre al suo fianco Vanoli dovrebbe scegliere tra Oulai e Ndour.
Oulai ha già ricevuto segnali molto positivi dall’allenatore, che lo ha anche accostato per caratteristiche a un piccolo Kanté. Intensità, capacità di recuperare palloni e predisposizione al duello sono elementi che lo rendono particolarmente adatto a una mediana a due. Ndour, però, resta un’alternativa di livello e offre caratteristiche differenti.
A pagare il prezzo maggiore, almeno sulla carta, sarebbe invece Atta. Nel 4-3-3 il francese avrebbe maggiore libertà, partendo come mezzala e avvicinandosi gradualmente, in fase di possesso, alla posizione di trequartista. In un centrocampo a due, invece, il suo impiego sarebbe inverosimile per caratteristiche. Con un 4-2-3-1 il rischio, almeno sulla carta, è quello che si crei un ballottaggio tra lui e Goncalves.
In fase di possesso, con questo ipotetico 4-2-3-1, la Fiorentina potrebbe schierarsi in campo così:
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