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La Fiorentina “veste” Paratici

La Fiorentina “veste” Paratici - immagine 1
L’impressione - scrive Sandrelli - è che il mandato di Paratici non riguardi solo la squadra. Ci sono tutti i segnali per una modesta, ma significativa rivoluzione
Massimo Sandrelli

In un silenzio quasi assordante, dove non escono notizie ma solo qualche chiacchiera, i tifosi viola si chiedono che succederà? Un fatto è certo: nel meeting di New York sembra che Paratici abbia avuto l’investitura ufficiale e lui si prepara a procedere. Paratici ha fatto un programma, stabilendo delle priorità. Il primo punto riguarda le cessioni. Più o meno le eccedenze si aggirano intorno alle cinquanta unità. Un lavoro non facile. Di contro deve immaginare gli innesti per mettere a disposizione di Fabio Grosso giocatori e qualità per allestire una squadra competitiva” che, secondo buon senso, vorrebbe dire una squadra che possa salvarsi agevolmente puntando alla periferia della zona europea. Si tratta di un lavoro delicato quanto complicato.

C’è il caso Kean. Si può scommettere su di lui ancora o è meglio approfittare di una delle poche offerte e puntare su altri? E poi De Gea, le richieste per Ndoure via discorrendo. Ma il mercato, in questa stagione, è impregnato della fantasia dei giornali, quindi non facile da capirne i reali sviluppi. Comunque c’è il problema del monte stipendi. Bisogna abbassare sia in quantità che in qualità. Bisogna avere “naso” e poter contare su diverse alleanze e per Paratici non dovrebbe essere un problema. In questo caso più che le prime scelte conteranno le opportunità. Come in Coppa America bisogna saper approfittare dei “resti”.

Al di là del "solo" campo

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L’impressione, però, è che il mandato di Paratici non riguardi solo la squadra. Qualcuno ha già storto il naso, i nuovi arrivi odorano di juventinità’. Il compianto Mario Ciuffi sarebbe già pronto per il rito di “degobizzazione”. E sembrano riguardare il marketing e addirittura il Viola Park, la cui gestione sembra essere più onerosa del previsto. Qualcuno sostiene che anche sul fronte dello staff medico e perfino della comunicazione verrà fatto qualcosa. La comunicazione tutta, in specie quella online, finora era di stretta competenza di Alessandro Ferrari. Insomma ci sono tutti i segnali per una modesta, ma significativa rivoluzione. L’umore generale si divide tra speranze, curiosità e scetticismo né le parole del giovane presidente Commisso sembrano aver inciso più di tanto. Un fatto è certo: la famiglia vuol continuare con la Fiorentina, nella memoria di Rocco. E la Fiorentina ora, si può, dire “veste Paratici”.