Obodo avrebbe potuto vivere una carriera da star, ma è stato tartassato dagli infortuni. E anche fuori dal campo non è che siano mancati episodi da film...

Parma Calcio 1913 v US Sassuolo Calcio - Serie A

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Dopo la Fiorentina

Con la maglia dei friulani esordisce in Champions League: a parte un brutto infortunio al ginocchio, sono gli anni migliori della su carriera, nei quali gioca da titolare in una squadra d'alta classifica e si toglie soddisfazioni importanti, come il gol in rovesciata contro l'Inter, che ferma la serie di 17 vittorie consecutive dei nerazzurri nel 2006/2007. Purtroppo gli infortuni iniziano ad angustiare Obodo, che in Italia gioca anche con la maglia del Torino e, come detto, del Lecce, prima di tornare all'Udinese e rescindere il contratto.

"Mi sono rotto il crociato quattro volte, il primo a 23 anni. La mia carriera è stata un lampo, quasi non me ne sono accorto. A Udine mi stavo consacrando come un top: Liverpool, Barcellona e Real Madrid mi volevano, prima di scoprire che le mie ginocchia erano fragili. Dopo la rottura del quarto crociato sono caduto in depressione. Avevo dolori ovunque e faticavo anche a camminare. Una volta provai un sorso di whisky e mi fece schifo. Mia sorella e mia madre mi salvarono: avrei rischiato di diventare un alcolizzato".

Il declino è lento ma inesorabile, prima in Bielorussia con la Dinamo Minsk, poi in Portogallo nell'Olhanense, infine in Grecia, nello Xanthi, e in Romania, nel Concordia e nel Pandurii e Apollon Smyrnis. Si è ritirato dal calcio professionistico nel 2017.

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