Niccolò Turnone, capitano della Primavera, si racconta: il rammarico per la Supercoppa, la dedizione al lavoro ed il suo sogno in viola

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È un microcosmo particolare, quello della Primavera, per chi ci rimane più di una stagione: l'anno prima sei parte di un rullo compressore che chiude un piccolo ciclo alzando al cielo lo Scudetto, l'anno dopo c'è un nuovo allenatore e soprattutto ci sono sempre tanti nuovi compagni con cui crescere sognando la prima squadra. Approfittando della sosta per gli impegni delle Nazionali, abbiamo bussato alle porte del Viola Park per fare qualche domanda a Niccolò Turnone, difensore centrale classe 2007 e capitano della Primavera viola, in questi giorni aggregato al gruppo di Vanoli che deve fare a meno di Dragusin e Pongracic tra i centrali.

turnone intervista grafica

Nuova stagione, nuove responsabilità: come stai vivendo il ruolo da capitano?

Innanzitutto, ringrazio il mister per la fiducia: sicuramente essendo uno dei più grandi devo fare da esempio e portare in campo l'esperienza che ho che ho acquisito in questi anni, soprattutto l'anno scorso, avendo già giocato questa competizione.

Dalla prima di campionato, non è ancora arrivata una vittoria. Cosa pensi che manchi alla squadra per essere più incisiva?

Come ha detto anche il mister, in alcuni episodi c'è mancata la fortuna, soprattutto in Supercoppa, dove abbiamo creato tanto ma gli episodi non sono stati dalla nostra parte. Continueremo però a lavorare per raggiungere i nostri obiettivi e ovviamente trovare la quadra per vincere.

Il reparto difensivo è ben strutturato singolarmente, ma finora ha sempre subito gol. Da centrale quale pensi sia la chiave per migliorare questo aspetto?

Sicuramente individualmente ci sono dei buoni prospetti e, come abbiamo fatto sin dal ritiro, ci alleniamo sul rimanere uniti e muoverci come un corpo solo. Abbiamo preso dei gol per delle disattenzioni, però continuando a lavorarci sono sicuro che miglioreremo tanto.

Sei uno dei pochi 2007 rimasti: che influenza avete voi più grandi come fuori rosa in una squadra che si è ringiovanita molto rispetto agli scorsi anni?

Quest'anno siamo molti meno "ragazzi grandi" e dobbiamo provare ad unire la squadra con quelli più giovani. Anche perché non sempre ci alleniamo insieme, a volte qualcuno scende con l'Under 18, dobbiamo provare ad essere uniti e trovare una mentalità vincente.

Come è cambiato il rapporto quotidiano fra giocatori e mister da quando alla guida della squadra c'è Andreazzoli, molto diverso per esperienza e caratteristiche da Galloppa?

Da come parla, si vede che il mister ha una grande esperienza anche a livelli alti come la Serie A e il suo obiettivo è farci arrivare in prima squadra. Dai suoi discorsi si capisce anche che vuole migliorarci e formarci dal punto di vista umano, dando molta attenzione ai comportamenti, al rispetto delle regole e alla dedizione al lavoro.

Torniamo a tre settimane fa: quanto rammarico c'è ancora per non aver portato la Supercoppa a Firenze?

Come ho detto, c'è rammarico sia perché ci eravamo guadagnati questa finale con la vittoria dello scudetto lo scorso 28 maggio, sia perché abbiamo creato tanto nei 90 minuti. Purtroppo gli episodi e la fortuna non sono stati dalla nostra parte.

Quali aspetti pensi di poter migliorare quest'anno e che obiettivi ti sei posto?

Personalmente, credo di voler migliorare dal punto di vista realizzativo perché l'anno scorso non sono riuscito a fare gol. Ovviamente l'obiettivo maggiore sarebbe esordire con la prima squadra o comunque arrivare a ricevere una convocazione. Faccio parte di questa società da quando ho nove anni e ovviamente arrivare a esordire sarebbe il coronamento di un sogno, frutto dei sacrifici che ho fatto in questi anni.

Ha collaborato Aly Kebe.

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